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In messico si consuma una strage annuale per colpa della Guerra al narcotraffico

Messico e nuvole… di guerra

La faccia triste dell’America presto potrebbe tornare a sorridere: le decine di migliaia di morti imputabili ogni anno al narcotraffico e a tutta la criminalità ad esso collegata potrebbero diventare solo un brutto ricordo grazie alla legalizzazione della cannabis negli USA.

In Messico, che è uno dei Paesi al mondo più caldi per quanto riguarda la lotta al narcotraffico, è notizia di pochi giorni fa che il re dei narcos Joaquín Guzmán Loera, per gli amici El Chapo, è stato arrestato e addirittura rischia di finire sul banco internazionale degli imputati Sean Penn, per avere girato un documentario su di lui mentre si trovava in stato di latitanza. Proprio seguendo il regista per mesi le autorità sarebbero arrivate alla sua cattura.

Il quotidiano Los Angeles Times ha da poco segnalato che una delle botte maggiori per il narcotraffico messicano è arrivata dalla legalizzazione della Cannabis in molti stati USA, e proprio la zona su cui El Chapo regnava aveva ridotto enormemente i suoi guadagni:

Small-scale growers here in the state of Sinaloa, one of the country’s biggest production areas, said that over the last four years the amount they receive per kilogram has fallen from $100 to $30. The price decline appears to have led to reduced marijuana production in Mexico and a drop in trafficking to the U.S., according to officials on both sides of the border and available data.

I  piccoli coltivatori qui nello Stato di Sinaloa, una delle maggiori aree di produzione dello Stato, dicono che negli ultimi quattro anni il prezzo per chilogrammo è sceso da 100$ a 30$. Il calo del prezzo ha portato ad una riduzione della produzione in Messico e ad un calo del traffico verso gli USA, secondo gli ufficiali di entrambe le frontiere  e i dati disponibili.
Fa pensare parecchio questa dichiarazione riportata dal Ministro dell’Agricoltura dello Stato di Sinaloa e i dati riportati dal governo messicano:

People don’t want to abandon their illicit crops, but more and more they are realizing that it is no longer good business. – Juan Guerra, the state’s agriculture secretary.
……
The Mexican government is on pace to eradicate about 12,000 acres this year, down from more than 44,000 in 2010.
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La gente non vuole abbandonare le proprie coltivazioni illecite, ma sta sempre più realizzando che non è un buon business.  Joan Guerra, Ministro dell’Agricoltura (di Sinaloa).
……

Il governo Messicano progetta di sradicare circa 12.000 acri quest’anno , rispetto agli oltre 44.000 del 2010.

Ci chiediamo noi:
Non ci insegna nulla tutto questo?  Dopo decenni di Guerra alla Droga, di servizi segreti deviati, di stragi silenziose, la semplice normalizzazione del consumo e la politica della tolleranza fanno collassare l’intero castello di carte basato sulla persecuzione violenta.
Per capire di che portata è il fenomeno degli omicidi in Messico e in Sud America in genere, basta dare una occhiata alle statistiche e alle cronache recenti, che hanno qualcosa di spaventoso.
CITTA’ DEL MESSICO:

Meno del 2% degli omicidi commessi in Messico l’anno scorso sono stati chiariti o sono stati presi i responsabili.

Lo dice l’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (Inegi), che presenta numeri allarmanti: gli omicidi intenzionali nel 2012 sono stati  27.700, ma solo 523 sono stati risolti con un verdetto di colpevolezza contro i suoi autori. Quindi il 98,2% dei casi rimane irrisolto.

Fonte:   http://www.today.it/rassegna/messico-omicidi-impuniti.html

Il caso incredibile della città di CIUDAD JUAREZ:

Nel 2011 c’è stato un calo degli omicidi del 32% (da 3042 a 2086), portando il coefficiente di assassinio dal 229 al 171 (ogni 100.000 abitanti). Nella classifica delle città con più omicidi al mondo, Ciudad Juárez sembrava aver perso il primato dopo 3 anni consecutivi (…) fino a quando non si è scoperto che i residenti erano calati ancora di 112.000, probabilmente molti di questi esasperati dalle continue violenze (in 4 anni di guerra della droga la città ha perso 212.000 abitanti, circa il 18% della popolazione).

Dal 1993 la città messicana è diventata tristemente famosa per le 4.500 donne scomparse e a causa degli oltre 400 omicidi perpetrati ai danni di giovani donne, generalmente di umile estrazione sociale, di corporatura simile e impiegate nelle numerose maquiladora, fabbriche in cui si producono i beni d’esportazione destinati al primo mondo.

FONTE: https://it.wikipedia.org/wiki/Ciudad_Ju%C3%A1rez

La criminalità in Sud America è la più alta del pianeta e non ci vuole molto a capire per quale motivo, paradossalmente sarebbe più sicuro vivere in Afghanistan che non in Honduras:
L’ONU ha stabilito che in quell’anno (2012, ndr) ci sono stati circa 437mila omicidi in tutto il mondo e che poco meno di un terzo, il 31 per cento, è avvenuto in Sud America, nonostante ci viva solo l’8 per cento della popolazione mondiale.
Il Wall Street Journal ha messo insieme in un grafico la classifica dei 20 paesi del mondo con il più alto tasso di omicidi per abitanti. Al primo posto c’è l’Honduras, un paese centroamericano di circa 8 milioni di abitanti: l’ONU ha stimato che nel 2012 in Honduras si siano verificati 90,4 omicidi ogni 100mila abitanti (praticamente uno ogni mille persone). Sono numeri altissimi: in Afghanistan, per esempio, il tasso è di 6 omicidi “normali”, mentre altrettanti collegati alla guerra ancora in corso (arriviamo a 12, nel caso).
Tasso di omicidi nel Mondo, il Sud America batte tutti

Tasso di omicidi nel Mondo, il Sud America batte tutti

Fonte: http://www.ilpost.it/2014/04/14/rapporto-onu-omicidi-mondo/

 

 

Un vero e proprio bollettino di guerra senza precedenti.

Lo Staff di Overgrow

 

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