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L’avvocato risponde

L’avvocato risponde : supporto legale diretto a cura dell’avvocato Carlo Alberto Zaina


Patrocinante innanzi alle Magistrature Superiori.

Si occupa esclusivamente di materia penale criminale in genere, con particolare attenzione alle problematiche concernenti gli stupefacenti, gli infortuni sul lavoro, il fenomeno della prostituzione ed i reati associativi.

E’ autore di oltre 120 pubblicazioni tra note a sentenza ed articoli sulle maggiori riviste telematiche, membro permanente dello staff di ALTALEX e fa parte del comitato scientifico di DIRITTO.IT nonchè di altre riviste giuridiche telematiche con le quali collabora in maniera continuativa.

I suoi articoli in materia di stupefacenti e di problemi concernenti il rapporto fra l’uso di alcool e la guida di veicoli sono stati ripresi da numerosi siti specializzati in materia.

Ha redatto nel 2006 un testo specifico sui problemi relativi al T.U. 309/90 edito da MAGGIOLI intitolato “LA NUOVA DISCIPLINA DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI ed il testo denominato LA NUOVA LEGITTIMA DIFESA, mentre nel luglio 2007 è uscito il nuovo volume STUPEFACENTI LIEVE ENTITA’ ED INGENTE QUANTITA’.

Ha vinto nel 2005 il premio OVERLEX per il miglior saggio di diritto pubblicato da questa rivista, con l’articolo “L’aggravante dell’ingente quantità di sostanze stupefacenti”.

E’ altresì consulente dell’ASAPS (Associazione amici della polizia stradale) e dell’ADUC e docente per corsi di formazione ed aggiornamento professionale, nonchè in masters.

Si occupa di questioni in materia di diritto penale del lavoro, nonchè in materia di tutela dei marchi e brevetti di primarie per primarie aziende nazionali, nonchè nell’interesse di organizzazioni non governative che operano nel settore delle prevenzione ed informazione in materia di tossicodipendenze.

E’ stato relatore sul tema della “legislazione” alla Conferenza sulle tossicodipendenze organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Trieste, il 12-13-14 Marzo 2009.

Lo Studio per il tramite di validi collaboratori si occupa anche di questioni di diritto civile societario e familiare.E’ stato fondatore nel 1987 della Camera Penale della Romagna e nel 2005 è stato uno dei principali promotori della costituzione della Camera Penale di Rimini.

DOMANDE FREQUENTI

1) spesso succede che i 18-20 enni vengono trovati in possesso di semplici cartine di grinder(oggeto di plastica per tritare spezie) o sopratt. di una bustina di semi regolarmente scontrinata da un negoziante . le forze dell’ordine giocando sulla paura dei giovani , richiedono ed ottengono di essere condotti in casa per perquisire l’abitazione, senza passare ne chedere il permesso del magistrato….come ci si puo difendere da questo evidente e reiterato abuso di potere????

La perquisizione di un’abitazione può essere effettuata – nel caso di specie – non sfugge alle regole generali stabilite dal codice di procedura penale.
Deriva, pertanto, la considerazione che nell’ipotesi descritta le forze dell’ordine devono essere munite di un decreto motivato emessoa dal magistrato ai sensi dell’art. 247 co. 2 c.p.p. .
Unica deroga è prevista dal co. 1 del medesimo articolo che rinvia all’art. 352 c.p.p., ma in questo caso vi deve essere un motivo oltremodo fondato di ritenere che presso un’abitazione vi possano essere cose attinenti da un reato o corpi di reato.
E’ evidente che una o più bustine di semi oppure cartine del tipo indicato non giustificano in alcun modo una simile procedura e, soprattutto, la perquisizione locale suppone che vi sia stata una preventiva perquisizione personale conclusasi con l’accertamento di un reato ed il ritrovamento di quegli elementi sopra indicati.
Nel caso indicato, inoltre, non può essere invocata l’applicaizone dell’art. 41 L. 773/1931 che legittima le forze dell’ordine a procedere a perquisizione, ma solo in ipotesi di ricerca di armi.

2) diritti & doveri in caso di perquisizione in flagranza di
coltivazione domestica (come agevolare il lavoro dell’avvocato
difensore)

La perqusizione non può essere utilmente iniziata se la parte intende avvalersi della presenza di una persona di fiducia o di un difensore di fiducia
Quindi la parte , ai sensi dell’art. 250 co. 1 c.p.p., può essere supportata da una delle due figure – purchè prontamente reperibile –
E’ buona regolae quella di non rilasciare dichiarazioni in assenza del difensore, nè fare commenti di sorta.
Esiste una norma l’art. 350 co. 7 che vanifica tutte le garanzie difensive, posto che spesso accade che taluno aggiri il dovere di fare presenziare all’interrogatorio il difensore, inducendo la parte a rendere spontanee dichiarazioni, oppure sottolineando che dichiarazioni di tale genere – soprattutto se autoindizianti e ammissive di repsonsabilità – possono venire valutate positivamente dal magistrato.
Si tratta di situazioni che spesso, proprio perchè comportano l’aggiramento della tutela del singolo, si possono ritorcere contro il dichiarante.
Ergo nessuna dichiarazione senza avere parlato con un difensore che possa valutare la situaizone di fatto e di diritto
Non esaspererei il problema della presenza di un medico. Sia consentito dire che fortunatamente casi come quello di Stafano Cucchi sono assai rari.

-> c’è qualche sentenza da usare per l’autocoltivazione ad uso personale?

Allo stato la coltivazione, qualunque sia l oscopo è reato (V.  Cassazione penale , SS.UU., sentenza 10.07.2008 n° 28605 )


-> c’è la possibilità di far cadere l’accusa di spaccio da subito?

Al momento di una perquisizione le forze dell’ordine formulano una prognosi provvisoria.
Sarà dunque il P.M. ad operare una prima forma di verifica e controllo in ordine alla legittimità dell’operato dei verbalizzanti e, ove, la pubblica accusa confermasse tale operato, sarà poi il GIP a sottoporre anche le valutazione del P.M.  e delle forze dell’ordine (ove vi fossero misure cautelari) ad ulteriore ocntrollo

-> conviene richiedere una pesatura sul posto?

Certamente questa è una richiesta legittima e si deve insistere. In questo caso è bene essere assistiti da persona di fiducia che possa confermare la richiesta
In ipotesi di diniego pretendere che sia dato atto a verbale del rifiuto.

-> si può richiedere di non sequestrare i semi?

Anche questa è una richiesta legittima.
La esperienza quotidiana mi dice che il sequestro dei semi è una costante, posto che si cerca tramite la loro acquisizione di assumere un elemento di prova.
Verrà magari disattesa, ma credo valga la pena avanzare la richiesta.

-> si può richiedere l’adeguata conservazione dei semi in frigorifero
(per non rovinargli l’integrità del prodotto)

Idem

3) ripercussioni su familiari o coinquilini (in flagranza di
coltivazione domestica)
-> genitori
-> fidanzata/o
-> marito / moglie
-> figli in affido
-> amici / coinquilini

Si tratta di conseguenze imprevedibili. Certo è che allo stato chi intende coltivare anche solo a livello domestico  e coltiva effettivamente, deve sapere di commettere un reato e che, quindi, non può in qualche modo sostenere di essere oggetto di atti arbitrari.
Sino a che non muterà la legge o la giurisprudenza, non vi sono scuse; ergo oltre al dovere di escludere condotte illecite penalmente rilevanti, il singolo deve ocmprendere anche le conseguenze personali che possono derivare.


4) richiesta di silenzio stampa?

Inutile

-> perlomeno richiesta del non utilizzo di parole diffamatorie (dose,
spaccio, droga, ecc..)

Le parole sopra indicate non costituiscono espressioni diffamatorie, perchè appartengono alla gergalità tecnica propria della materia. Al più solo l’ipotizzazione dello spaccio, in situazione che non si presta a tale prospettazione può suscitare qualche perplessità, ma si tratta di una questione ahimè marginale e che non merita spendere troppo tempo.

-> richiesta tutela dati personali

E’ una richiesta giusta, ma dinanzi all’imperante stile delle forze dell’ordine che convocano una conferenza stampa per qualsiasi vicenda non vi è modo di intervenire.
Qualunque esposto è stato sino ad ora vanamente presentato.

se avete domande richieste o casi particolari da sottoporre non esitate a contattare l’amministrazione del portale  o direttamente l’avvocato Zaina

Recapiti:

Avv. Carlo Alberto Zaina
Via Flaminia 171b – Rimini (RN)

Visualizza Rimini, Via Flaminia 171b in una mappa di dimensioni maggiori
Telefono +39 054 1382086
Fax +39 054 1395952
Cellulare: +39 333 9030931 (per casi urgenti, 24 ore su 24)
E-mail: avvocatozaina@interfree.it

4 commenti

  1. è possibile avere un permesso per potersi coltivare la cannabis per uso personale .

  2. Sapete se ci sono novità in merito ??? Possibile che siamo ancora al tempo delle streghe ???

    Grazie per l’ottimo post.
    Alex G.

  3. cristina malagutti

    Ho bisogno di una consulenza x una sospensione di 7 mesi x la guida di un veicolo pesante x 50 ml di cannabis trovata nelle urine. a chi mi posso rivolgere x sapere come mio vermi. italia di merdA cn leggi di merdA. scusate i termini.

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