Home » CANNABIS CULTURA » Il modular scrog di cannabis

Il modular scrog di cannabis

Uno dei sistemi per ottimizzare la luce, e l’area di coltivo è lo scrog. Esso consiste nell’applicare una rete sopra alle piante e piegare i rami sotto alla rete per tutto il periodo vegetativo della pianta.
Una variante a questo sistema è il modular scrog e differisce nel fatto che invece di avere una grande rete unica per tutte le piante, abbiamo una piccola rete applicata ad ogni singolo vaso. Nel modular scrog inoltre, si fa sviluppare verticalmente ogni ramo dal tronco principale della pianta. Nello scrog tradizionale invece, la pianta si sviluppa con pochi rami principali toppati ripetutamente. Questi rami “corrono” orizzontalmente sotto alla rete e sviluppano tante cime appena sopra di essa. Questo trattamento comporta una lunga fase vegetativa, a mio parere sconveniente a livello di tempi e di consumi elettrici, ma con risultati superlativi per quanto riguarda la costante qualità del prodotto finale.

Nel modular scrog si hanno alcuni vantaggi rispetto allo scrog classico:

  • si può spostare ogni singola pianta per i lavori di piegatura e mantenimento della pianta (irrigo, pulizia foglie vecchie ecc…).
  • si può “svuotare” la growroom sia per una pulizia generale, che profonda nel caso di parassiti o muffe.
  • si possono all’occorenza girare i singoli vasi in modo da indirizzare ed avvicinare alla lampada le cime che faticano a svilupparsi.

Il mio ultimo coltivo è iniziato con la germinazione di 9 Green Poison di SS e una White Widow di DP (tutte femminizzate non autofiorenti) in bicchieri da circa 300cc sotto una fonte luminosa di 2 neon PL attacco 2G11 da 36W\6500°K, su una superficie di 50×35 cm. rivestita in mylar diamantato. Con questo tipo di illuminazione si possono ottenere piante molto compatte con internodi molto ravvicinati, fattore fondamentale per avere in fioritura una buona disposizione delle cime sulla rete. Foto di esempio

2 vege1 1 10 bicchieri

Dopo 12 giorni le 10 piante sono state travasate in vasi da 1,4lt e ci sono rimaste fino al 25°giorno dall’emergenza. In questo periodo ho acceso un terzo neon PL da 36W sul riflettore autocostruito.

N.B. Nel prossimo coltivo germinerò direttamente nei vasi da 1,4lt. e lascerò le piante per soli 20gg. Questo per evitare la classica leggera carenza di azoto alle foglie basse e per ridurre la fase vegetativa di circa una settimana, ottenendo comunque lo steso risultato.

Foto esempio vasi da 1,4 lt.

4 10x1e4

Nella fase di sviluppo tra il 7° e 8° internodo ogni singola pianta è stata toppata. Cosi facendo ho ricavato nella pianta finale 14 rami\cime principali. I rami che crescono dai cotiledoni normalmente li taglio perché in tutte le piante che ho coltivato mai nessuno è arrivato a raggiungere il livello della rete, rimanendo sempre in ombra “rubando” linfa ed energia agli altri rami principali.

Al 25° giorno di vegetativa le ho travasate nei vasi da 6lt e tenute per altri 10gg . Al 35° giorno le ho messe nei vasi definitivi da 11lt. Appena travasate ho applicato ad ogni vaso la rete da 38x23cm con maglia di circa 7,5×6 cm. l’ho applicata ad una altezza di circa 20cm dal bordo vaso, fermata da quattro bastoncini in legno (tutori da 50cm reperibili nei garden) conficcati nel terreno e fissati con una fascettina in plastica ad ogni angolo del vaso e ad ogni punto dove il tutore incrocia la rete.

Per applicare la rete ho piegato prima gradualmente il fusto principale della pianta e poi insieme i vari rami. Quelli degli internodi bassi, li ho indirizzati verso la direzione opposta allo sviluppo del fusto. Ho cercato di immaginare la rete divisa a metà, e ho poi cercato di far cadere 7 rami da una parte e 7 dall’altra.

5 da sotto 6 dasotto1

Al 39° giorno di vegetativa le piante sono passate alla fase di fioritura con sostituzione del bulbo da Daylight a greenpower.
7 da sottoI primi giorni di fioritura sono legati ad una fase di strech controllato dalla piegatura delle cime sotto la rete. E’ la fase in cui si capisce meglio se la pianta sta bene o meno. Generalmente le cime piegate sotto la rete , dopo poche ore, a volte anche meno di un’ora, si girano verso la fonte luminosa:……sono vive…. e reagiscono agli stimoli!!!

In questo periodo i rami forti andranno indirizzati verso l’esterno della rete, o verso le pareti del box mentre i rami deboli verso l’interno e comunque sempre sotto alla rete. In questo modo, i rami che si allungano di piu , risulteranno alla fine dello strech, ad una altezza simile a quelli che si allungano di meno e tra di loro quindi, non si faranno ombra. Si può comunque correggere l’altezza delle cime facendo girare un ramo da una parte all’altra della rete, o aiutandosi con delle legature tipo LST. Ho preferito una rete con maglia piu largha del classico 5×5 cm proprio per il fatto che essendo piu larga si riesce a spostare l’intera cima ancora in formazione da una maglia all’altra.
Con l’esperienza fatta, ritengo la fase di piegatura fondamentale per avere uno schermo stabile ma soprattutto omogeneo.
In questo ciclo ho piegato fino al 9° giorno dallo switch del timer.
Ecco un esempio di un coltivo precedete, per farvi capire come si mette in pratica la piegatura durante lo strech

Foto prima

8 prima

Foto dopo

9 dopo

La cannabis è una pianta forte, non abbiate paura a piegare, ma fatelo sempre gradualmente abituando il ramo o il tronco alla curva che volete fargli fare. Nel periodo di strech, piego i rami quasi ogni giorno e cerco di evitare di farlo nel giorno dopo l’irrigo, quando i rami sono troppo turgidi e a rischio spezzatura. Cerco di sistemare le cime prevedendo quale sarà il posto migliore tra le maglie della rete, a seconda della tendenza che ha il ramo ad allungarsi.

Terminata la fase di strech eseguo la pulizia dei rametti e getti in formazione dal basso, lasciando gli ultimi 3-4 internodi di ogni singolo ramo , a seconda della forza che esso esprime: ramo robusto posso lasciare 4 internodi compreso la cima apicale, ramo debole lascio solo 3 internodi compresa la cima apicale che poi si svilupperà.

Con lo scrog, tutte le cime sono raggiunte piu o meno dalla stessa quantità di luce ed hanno tutte la possibilità di svilupparsi in modo simile ed, avremo cime corte e compatte. E’ un coltivo ad alta densità con poco spazio libero tra le cime. Dobbiamo curare quindi la ventilazione e controllare particolarmente l’umidità soprattutto a fine fioritura. Io uso un ventilatore oscillate da 30cm. e all’occorrenza un deumidificatore, anche se per ora in questa locaiton non l’ho mai acceso.

Utilizzando terriccio Vigorlant Completo con aggiunta sempre del 20% di perlite ed eseguendo i vari travasi, non ho riscontrato la necessità di fertirrigare fino all’ 11° giorno dopo lo switch dove poi ho seguito il seguente piano di fertirrigazione, utilizzando sempre acqua decantata e non correggendo mai il PH della soluzione.

11° fio. 2lt acqua +1ml\l Fioritura Biomagno OM per ogni vaso
16° fio. 2lt acqua +0,4 ml\l CaMg Aptus
21° fio. 2lt acqua + 1,25 ml\l Fioritura Biomagno OM
25° fio. 2lt acqua + 0,5ml\l Fioritura Biomagno OM + 0,75ml\l PK 13\14 Canna
29° fio. 2lt acqua + 0,75ml\l Fioritura Biomagno OM
33° fio. 2lt acqua + 1ml\lt Fioritura Biomagno OM + 0,25ml\l Biomagno Crescita
38° fio. 2lt acqua
42° fio. 2lt acqua + 1,5 ml\lt Fioritura Biomagno OM
46° fio. 2lt acqua + 1ml\lt PK 13\14 Canna
50° fio. 2lt acqua
54° fio. 2lt acqua
58° fio. 2lt acqua
60° fio. Taglio
Ho preparato la soluzione sempre in una tanica da 20lt , suddividendola poi in 10 bottiglie da 2lt .

L’ingiallimento e la caduta delle foglie è sempre stato graduale dalla fine dello switch in poi. Non ho mai praticato la defogliazione ed ho sempre lasciato tutte le foglie, comprese quelle sotto la rete. Praticamente rimuovevo solo le foglie cadute o quelle che al tocco si staccavano. Ho continuato ad eliminare comunque durante tutta la fioritura, i piccoli rametti che cercavano di svilupparsi dagli internodi in ombra dei rami principali.
Lo scrog modulare è sicuramente un tipo di coltivo laborioso che richiede tempo, ma lo paragono ad un LST facilitato dall’introduzione della rete.
E’ un metodo che comporta un grande impegno, ma vi assicuro che vi potrà dare grandi soddisfazioni e ottimi risultati.
Queste sono le foto della fine dell’ultimo ciclo.

12 finish3 11 finish2

Buon Coltivo a tutti….Masaka di OverGrow.it

10 finish1

cannabis cime principali coltivazione femminizzate Green Poison growroom internodo marijuana modular scrog pianta ScrOG scrog modulare White Widow
Articolo Precedente Cannabis valida nella terapia delle fratture ossee
Articolo Successivo Morgan Freeman: “La marijuana? La mangio, la bevo, la fumo, la sniffo. È l’unica terapia del dolore che funziona”

1 Commento

  1. Gran bell’articolo.

SSL Certificate