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Decreti Attuattivi un pericolo per la Filiera della Canapa

Dopo l’approvazione della Legge nazionale sulla filiera della canapa n.242/2016, si comincia a fare sul serio,il 29 febbraio assieme ai rappresentanti delle diverse realta’ che trattano la canapicoltura nel notro paese, siamo stati invitati presso il Mipaaf (Ministero politiche Agricole, Alimentari e forestali) per un primo incontro tecnico in vista dell’apertura dei lavori per i Decreti Attuattivi e/o le Circolari Ministeriali che chiariranno le diverse criticita’ che la legge lascia in sospeso.

Il primo ostacolo che dovremmo superare e’ sicuramente il quantitativo massimo di THC che puo essere presente negli alimenti, sia per “contaminazione” come avviene per i derivati del seme (olio, farina) che dovranno essere espressi in mg (parte/miglione), ma sopratutto per tutti quei alimenti che possono essere arricchiti con materiale vegetale (es: tisane, birra, ecc..) che ad oggi il Ministero non ha interesse a regolamentare per paura di invadere l’ambito della legge sugli stupefacenti n.309/90; la speranza e poter rientrare con quest’ultimi nella lista degli integratori alimentari.

Gli stessi problemi sono emersi per l’uso delle infiorescenze, olii essenziali e per le evventiali estrazioni dei cannabinoidi che trovano contrario il Ministero della Saulte, che ha il timore che un derivato della canapa possa essere un sostituto dei medicinali oggi in produzione presso l’istituto chimico militare di Firenze, i rappresentanti dalle aziende hanno tenuto a sottolineare piu’ volte l’importanza di questa parte del mercato per l’agricoltore che potrebbe volorizzare la sua cultra 10 volte il valore attule. Non dimentichiamoci che siamo parte della UE e che un divieto in questo campo creerebbe una concorrenza sleale nel mercato comunitario UE dove oggi vediamo la nascita di moltissime aziende che si dedicano alla produzione e lavorazione delle infiorescenze di canapa certificata, escludere l’italia da questo mercato sarebbe un grosso sbaglio.

Come era prevedibile si e’ parlato della necessita della creazione di impianti di prima trasfornmazione della bacchetta su tutto il territorio italiano, in modo da poter trasformare la fibra e il canapulo direttamente nel territorio di origine, con conseguente risparmio per i trasporti.

Grazie alla presenza di un rappresentante del Crea (ex CNR), ci si e’ potuti confrontare sulla grave dipendenza che oggi l’Italia ha sulle sementi straniere; il Crea si e’ reso disponibile a ricercare nuove varieta’ italiane da poter certificare e far produrre da ditte semenziere, ma sottolieamndo che potrebbe essere un lavoro lungo e dispendioso, ma confermado che le varieta’ autoctone producono di piu’ e sono molto piu’ forti ai patogeni.

Puo’ sembrare assurdo ma gia tutto cio’ che sta accadendo sulla canapa e’ molto importante per una futura legalizzazione, se non riusciamo ad ottenere l’utilizzo del fiore senza principio attivo sara’ impossibile avere a disposizione quella con il principio attivo.

scritto da Markab

pubblicato su Dolce Vita magazine n°69 marzo/aprile 2017

 

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