Alfonso Cano nel 2000 e, nel riquadro, dopo la sua uccisione (Reuters)

Duro colpo dell'esercito colombiano alla guerriglia marxista attiva dal 1964

Alfonso Cano, leader del gruppo guerrigliero delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, è stato ucciso durante un attacco dei militari di Bogotà. Lo hanno reso noto fonti locali alla stampa.

Cano, il cui vero nome era Guillermo Leon Saenz Vargas, è rimasto ucciso durante un bombardamento nell'area rurale del dipartimento del Cauca, nel sudovest del paese, in una zona che - hanno precisato le fonti - viene utilizzata dai guerriglieri come «corridoio strategico».

Cano, leader delle FARC dal 2008, è morto dopo essere rimasto ferito durante il bombardamento vicino ad un centro chiamato Lopez de Micay, attacco nel quale sono rimasti uccisi anche la sua compagna e altri guerriglieri.
La cattura e l'uccisione

Cano è morto dopo essere rimasto ferito durante un attacco vicino ad un centro chiamato Lopez de Micay, nel quale sono rimasti uccisi anche la sua compagna e altri guerriglieri.
Dopo il bombardamento - hanno precisato fonti locali – vi è stata una battaglia durata circa dieci ore tra i soldati di Bogotà e il “sesto fronte” delle Farc. Le stesse fonti hanno precisato che al termine degli scontri, i soldati hanno rastrellato l'area, trovando i corpi di Cano e degli altri uomini delle Farc, tra i quali alcuni dei guerriglieri responsabili della sicurezza dello stesso Cano.
Durante la giornata portavoci militari di Bogotà avevano reso noto che l'esercito stava portando a termine un bombardamento nell'area del Cauca. Negli ultimi mesi, il governo aveva d'altra parte diverse volte riferito che le forze armate erano ogni volta maggiormente vicine ai luoghi nella foresta dove si nascondeva Cano e i suoi compagni. ''Questo è un colpo duro contro la guerriglia'', ha commentato l'ex presidente Andres Pastrana, ricordando che nel settembre dell'anno scorso era stato ucciso il capo militare dei guerriglieri, 'Mono Rajoy'