Quasi 800 milioni in "letargo" nelle banche: tra qualche giorno
diventeranno fondi a difesa dei risparmatori vittime di frodi
Sono un milione i conti dormienti
il 15 dicembre vanno allo Stato

Da oggi Ŕ possibile ricercarli online sul sito del Tesoro. Ma si tratta di soldi
che non si perdono: entro 10 anni si possono richiedere al ministero
Sono un milione i conti dormienti il 15 dicembre vanno allo Stato

ROMA - Un fiume di denaro nascosto, che ora lo Stato vuole recuperare. Sono i conti dormienti, ossia tutti quei depositi, spesso a pochi zeri, che non vengono toccati da dieci anni e che ora il ministero del Tesoro ha intenzione di "risvegliare" destinandoli ad alcuni fondi come quello per le vittime dei crac bancari. Secondo le ultime stime, si tratterebbe di una cifra enorme: 1.071.590 di conti, per un valore complessivo di oltre 798 milioni di euro.

Da oggi Ŕ consultabile sul sito del dicastero l'elenco completo per coloro che non hanno fatta sapere che intendono fare del proprio conto in banca, alle Poste o presso societÓ assicurative o di intermediazione mobiliare. Se entro il 15 dicembre l'interessato non si farÓ vivo, i suoi soldi verranno automaticamente trasferiti sul "fondo depositi dormienti".

Condizione minima per avviare l'esproprio: non aver registrato nessun movimento volontario negli ultimi dieci anni, nemmeno un estratto conto. Escluse, quindi, tutte quelle operazioni automatiche come l'addebito Rid e altre forme di pagamento effettuate da terzi, come l'accredito dello stipendio o della pensione.

Ma non sono soldi persi: dopo il termine fissato, il titolare pu˛ comunque richiedere i suoi soldi rivolgendosi direttamente al ministero del Tesoro. per farlo ha il cosidetto termine di prescrizione: dieci anni.

L'operazione, in realtÓ, era giÓ partita il 17 febbraio scorso, quando gli istituti di credito avevano iniziato a censire i depositi, secondo quanto stabilito dalla Finanziaria 2006, e avvisare i diretti interessati. L'obbligo di invio della raccomandata ha riguardato, per˛, solo i conti con una somma superiore ai 100 euro. Passati i mesi di avviso, spetta ora al risparmiatore far uscire dal letargo il suo conto, altrimenti ci penserÓ il Tesoro.
(5 dicembre 2008)