Un appello a non rispettare il giro di vite contro gli immigrati clandestini contenuto nella legge sulla sicurezza è stato lanciato da un centinaio di sacerdoti e suore. Continua a leggere questa notizia

In una lettera dal titolo "Onoriamo i poveri", i firmatari dell'appello dichiarano la loro "obiezione pubblica" contro una legge che, a loro dire, discimina i più deboli.

"La nostra disobbedienza non riguarda soltanto il nostro comportamento individuale, ma faremo quanto è in nostro potere, perché un numero sempre crescente di cittadini metta in atto pratiche di accoglienza, di solidarietà e anche di disobbedienza pubblica, perché nel tempo più breve possibile questa legge venga radicalmente cambiata", si legge nell'appello.

La legge -- contestata dall'opposizione, da associazioni che si occupano di immigrazione e da esponenti cattolici -- introduce tra l'altro il reato di immigrazione clandestina, esclude gli irregolari dai pubblici servizi, con l'eccezione di sanità e scuola, e prevede le ronde anticriminalità.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato la legge, pur esprimendo delle riserve. La maggioranza di centrodestra l'ha approvata in Parlamento, dopo che su di essa il governo ha posto la fiducia.

Per la Lega Nord, che ne è stata lo sponsor principale, la legge ha risposto alle richieste di maggiore sicurezza provenienti dall'opinione pubblica e rientrava nel programma del centrodestra alle elezioni politiche vinte lo scorso anno.

"La legge-sicurezza discrimina, rifiuta e criminalizza proprio i più poveri e i più disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria della clandestinità loro applicata", si legge ancora nella lettera che ha come primo firmatario don Albino Bizzotto, un sacerdote da tempo impegnato nel volontariato cattolico.
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