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Discussione: Se la morte non ha lo stesso peso e non buca il video

  1. #1
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    Se la morte non ha lo stesso peso e non buca il video



    pubblicato su Terra, il 04/10/11

    Il caso Amanda Knox e Raffaele Sollecito ha scatenato attenzioni e reazioni dagli Stati uniti alla Gran Bretagna. Anche se gli italiani si sono accontentati di un voyeurismo sensazionalista, a partire dal reggiseno con le tracce di liquido seminale, il "caso Meredith" ha scatenato una copertura mediatica monumentale. Alcune morti in effetti pesano stranamente più di altre. Viene alla mente quella di Aldo Bianzino, un uomo che entrò sano, in quegli stessi giorni e sempre a Perugia, nel carcere di capanne e ne uscì morto. Nessuno se ne occupò (tranne qualche giornalista e i radicali) anche se quell'episodio oscuro era tinto di giallo non meno di quello che riguardava quanto accadde nell'appartamento della povera Meredith Kercher.

    Come spesso accade per i fatti di cronaca, l'opinione pubblica si divide in due: colpevolisti o innocentisti. Prima, durante e dopo la sentenza. Nel caso di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, la cosa è andata oltre i confini italiani assumendo toni e connotati da disputa internazionale. Gli americani contro la colpevolezza, i britannici a favore (anche se con maggior equilibrio). Gli italiani si sono accontentati di un voyeurismo sensazionalista, a partire dal reggiseno e dalle tracce di liquido seminale.

    Per alcuni, difficile dire quanti, l'eccesso di notizie su quell'oscura vicenda deve aver però causato una forma di rigetto nonostante la pressante valanga di informazioni, indiscrezioni, dubbi (o forse proprio per questo). Che cosa ci spinga, o non ci spinga, ad appassionarci alle tenebre dei delitti resta un fatto inspiegabile, buono più per la letteratura psicoanalitica che non per gli studi di sociologia. Resta il fatto che alcune notizie, non meno gravi, non meno 'gialle", il video non lo bucano affatto. Anzi. Viene alla mente quanto avvenne, grosso modo negli stessi giorni, sempre a Perugia nell'autunno del 2007, quando un ebanista che coltivava un po' di marijuana nell'orto di casa venne arrestato dalla polizia. Il poveretto finì in carcere, prelevato, assieme alla compagna, nell'abitazione sulle montagne dove viveva con la vecchia madre e il figlioletto che, dopo aver assistito all'arresto, venne abbandonato con la parente ottuagenaria che a fatica capiva quanto stava accadendo. Il fatto è che Aldo Bianzino, questo il suo nome, uscì di prigione per andare direttamente all'obitorio e di lì a una rapida sepoltura. Già se ne erano occupate solo le cronache locali, figurarsi quando sotto i riflettori esplose il caso Meredith e tutta la vicenda a tinte forti che ne scaturì. Il è solo uno dei tanti casi in cui un uomo entra vivo in carcere e ne esce morto in circostanze oscure. Il secondo è uno dei pochi che sembra meritare attenzione. Sul primo calò rapidamente il silenzio e si venne a sentenza abbastanza rapidamente, nel 2009, quando per il caso del falegname di Pietralunga la procura di Perugia decise l'archiviazione, ignorando le opposizioni degli avvocati alla richiesta di escludere la possibilità dell'omicidio. Per la magistratura di Perugia, nonostante le rimostranze di parenti amici e, tra i politici, soprattutto dei radicali, Aldo Bianzino morì per cause naturali anche se entrò in carcere sano e ne uscì morto.

    Qui non si vuol dar la croce addosso a questo o quel magistrato o mettere in dubbio i risultati delle indagini pur con tutti i dubbi che restano, in una vicenda o nell'altra. Vien solo da chiedersi perché alcune morti pesino più di altre. Almeno sul piatto mediatico. Quella del povero Aldo Bianzino questo il suo nome, uscì di prigione per andare direttamente all'obitorio e di lì a una rapida sepoltura. Già se ne erano occupate solo le cronache locali, figurarsi quando sotto i riflettori esplose il caso Meredith e tutta la vicenda a tinte forti che ne scaturì. Il è solo uno dei tanti casi in cui un uomo entra vivo in carcere e ne esce morto in circostanze oscure. Il secondo è uno dei pochi che sembra meritare attenzione. Sul primo calò rapidamente il silenzio e si venne a sentenza abbastanza rapidamente, nel 2009, quando per il caso del falegname di Pietralunga la procura di Perugia decise l'archiviazione, ignorando le opposizioni degli avvocati alla richiesta di escludere la possibilità dell'omicidio. Per la magistratura di Perugia, nonostante le rimostranze di parenti amici e, tra i politici, soprattutto dei radicali, Aldo Bianzino morì per cause naturali anche se entrò in carcere sano e ne uscì morto. Qui non si vuol dar la croce addosso a questo o quel magistrato o mettere in dubbio i risultati delle indagini pur con tutti i dubbi che restano, in una vicenda o nell'altra. Vien solo da chiedersi perché alcune morti pesino più di altre. Almeno sul piatto mediatico. Quella del povero Aldo pesava davvero molto meno di quella della povera Meredith.

    http://www.radicali.it/rassegna-stam...non-buca-video


    @drlecter44

  2. #2
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    Meredith Kercher: il servizio censurato di Telenorba dove si vede il cadavere

    Il servizio risale a qualche anno fa; un'emittente locale pugliese, Telenorba, trasmette in tv le immagini registrate dalla Polizia scientifica; fu aspramente criticato e censurato poiché in alcune scene è visibile il corpo di Meredith morta, e le immagini del cadavere sgozzato; tuttavia il video permette di capire la "professionalità" con la quale gli investigatori si sono mossi nella scena del delitto... giudicate voi!

    PS La scena più cruenta è stata oscurata anche in questo video


    [YOUTUBE]8dpZheBIhQs&feature=player_embedded[/YOUTUBE]

    http://www.nocensura.com/2011/09/mer...censurato.html


    @drlecter44

  3. #3

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    scandaloso!!
    tra un po esce pure erika...
    ma in che mondo siamo cazzo<
    in che mondo...diobon
    non si possono mettere le MANETTE alla natura

  4. #4
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    Meredith Cassazione "Annullate assoluzioni Amanda e Sollecito"

    (AGI) - Roma, 26 mar. - La sentenza della Corte d'assise di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher "deve essere annullata essendo un raro concentrato di violazioni di legge e un documento di alta illogicita'". Lo ha detto nella sua requisitoria davanti alla prima sezione penale il sostituto procuratore generale della Cassazione, Luigi Riello, chiedendo l'accoglimento del ricorso contro la sentenza presentato dalla Procura generale di Perugia e dai familiari di Meredith. "Oggi - ha detto Riello - sul banco degli imputati della Cassazione non ci sono Amanda Knox e Raffaele Sollecito ma la sentenza della Corte d'appello.
    Per Riello, "ci sono tutti i presupposti perche' non cali definitivamente il sipario su un delitto sconvolgente e gravissimo, di cui allo stato attuale esiste un solo colpevole, Rudy Hermann Guede, di volta in volta lombrosianamente indicato come ladro, delinquente, sbandato; nemmeno lui reo confesso, giudicato da un'altra Corte, riconosciuto colpevole di concorso in delitto forse con degli ectoplasmi". Il sostituto procuratore generale della Cassazione ha accusato la Corte d'appello d'assise di Perugia di una "sintesi approssimativa e superficiale, che non corrisponde alla problematicita' e alla specificita' delle motivazioni di primo grado finendo con il riconoscere una sorta di immunita' antropologica e sociale degli imputati rispetto ad un delitto cosi' orribile" che potrebbe essere stato "commesso da un diseredato ma non da due persone per bene" come loro. Riello ha difeso anche la validita' delle prove acquisite dalla polizia scientifica, fortemente censurate invece dai giudici di secondo grado: "i tecnici della scientifica sono stati fatti passare quasi per dei 'pasticcioni', ma non si tratta di brigadieri che giocano a fare il piccolo chimico ma di appartenenti ad un reparto altamente specializzato che hanno adottato nel loro lavoro tecnologie d'avanguardia". La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Severo Chieffi, si e' riservata di decidere questa mattina sul ricorso presentato dalla Procura generale di Perugia contro la sentenza con la quale la Corte d'assise d'appello di Perugia nell'ottobre 2011 assolse Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher. La lettura del dispositivo sara' data alle 10. .

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/20...da_e_sollecito


    @drlecter44

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