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Discussione: Rifiuti, scontri a Chiaiano

  1. #1

    Exclamation Rifiuti, scontri a Chiaiano

    NO COMMENT.

    Tutte le foto: QUI

    Info e notizie: QUI



    p.s. unica soluzione: RIVOLUZIONE !
    The Fight will go on and we will OVERGROW the World!
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  2. #2

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    A.C.A.B!!

  3. #3

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    Essì... il Silvio ha proprio risolto bene il problema... come sempre con la repressione!!
    Tutti muiono, ma non tutti vivono veramente

    Ogni riferimento a fatti, persone e cose nei miei testi è puramente immaginario e/o casuale. Le foto sono prese da archivi pubblici online.

  4. #4

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    tratto da : comitatopermanenteondinapeteani@yahoo.it

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.

    Bertolt Brecht

    Provate ad immaginare.
    Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata.

    Provate ad immaginare.
    Il giorno dopo e poi quelli successivi, ragazzi in motorino lanciano una molotov contro la casa di un vostro vicino. L’incendio brucia in parte l’appartamento ma, per fortuna, l’uomo, la donna e i due bambini che ci vivono se la cavano. Spaventati, ma incolumi. Poi è la volta di un intero quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La gente scappa si rifugia da parenti.

    Provate ad immaginare.
    Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo, forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato.

    Provate ad immaginare.
    La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio. Raccolte in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non ferma nessuno degli incendiari ma "scorta" voi e i vostri compaesani. Andate via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto dove, forse, potrete resistere per un po’. Fino alla prossima molotov.

    Provate ad immaginare.
    Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada.

    Provate ad immaginare.
    Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte all’emergenza. Leggi per fermare la violenza e l’illegalità. Leggi contro di voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese.

    Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008.
    Non vi pare possibile? Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un pogrom.

    Un pogrom che sta incendiando l’Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un rogo razzista.

    Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non capiterà mai. Siete cittadini d’Europa, voi. Siete gente che lavora, che paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no. Nella roulette russa della guerra sociale c’è chi affonda e chi resta a galla. Il lavoro non c’è, e se c’è è precario, pericoloso, malpagato. Il mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure. Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi, di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la guerra sociale.

    Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli.

    Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di indignazione, capace di rivolta.

    Provate ad immaginare un futuro come questo presente, da incubo. Un’offensiva razzista senza precedenti che trova pericolosi consensi anche in quegli strati popolari che avrebbero mille motivi per rivoltarsi contro ben altri soggetti e, cioè, contro i poteri forti e i suoi costanti soprusi sulle classi subalterne.

    Morti sul lavoro, salari da fame, precarietà diffusa e disoccupazione, problema casa, distruzione dei servizi sociali, problematiche sociali diffuse il cui responsabile ha un nome e cognome ben chiaro: il sistema capitalista, che continua a produrre super-profitti da una parte, guerre, sfruttamento e miseria dall’altra.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strada libera per la crescita di un nuovo fascismo, istituzionale, squadrista e addirittura popolare.

    Provate ad immaginare.
    Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi "dove eravate mentre bruciavano le case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?" Non dite che non sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c’entrate.

    Chi non ferma la barbarie ne è complice.


    Nota:

    Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz con il numero 81672.
    Nata a Trieste il 26 aprile 1925, deceduta a Trieste il 3 gennaio 2003, ostetrica, libraia, sindacalista, dirigente dell’ANPI, dell’ANED ( Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) e delle donne democratiche. All’indomani della scomparsa di Ondina Peteani, il figlio Gianni ha costituito un Comitato, da lui stesso presieduto, per onorarla come “prima staffetta partigiana d’Italia”.

  5. #5

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    ma sapete una cosa sono contento abbiamo quello che ci meritiamo ITALIANI VAFFANCULO ci vada la lega a difendere il territorio
    gli stronzi ,perchè sono stronzi,votano il berlusca e poi io devo andare a farmi arrestare per"dissenso non autorizzato" o farmi rompere la testa dai pulotti vaffanculo !
    secondo me almeno il 50% di quelli che stanno a fare casino sono degli stronzi e gli altri dei coglioni
    relax, the future -is already unfolding- from long-planted seeds
    Vai con il tuo amore nei campi
    Riposa all'ombra.
    Quando vedi che i generali e i politicanti
    riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.
    Lascialo come un segnale della falsa pista,quella che non hai preso.
    Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,diverse nella direzione sbagliata.
    Pratica la resurrezione.
    (-Wendell Berry)

  6. #6

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    Vedere delle persone anziane in prima linea contro gli scudi dei pulotti mi fa' impressione,ma quelle persone non hanno dei figli...cioe' si sa' che quando parte la carica i blu non guardano in faccia a nessuno ed io mai lascerei star li i miei cari...per il resto loro hanno tutto il diritto di protestare e non li considero dei coglioni e stronzi,ca**o adesso arriva anche l'estate e con tutti quei cumuli c'e' il rischio che ritorni a diffondersi il colera come nel medioevo.
    I coglioni e stronzi sono coloro che vanno li solo per far casino!

  7. #7

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    si guarda forse nn mi hai capito,cmq in fondo anche io sono un coglione erea uno sfogo..
    relax, the future -is already unfolding- from long-planted seeds
    Vai con il tuo amore nei campi
    Riposa all'ombra.
    Quando vedi che i generali e i politicanti
    riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.
    Lascialo come un segnale della falsa pista,quella che non hai preso.
    Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,diverse nella direzione sbagliata.
    Pratica la resurrezione.
    (-Wendell Berry)

  8. #8

    Predefinito

    Una lettera da Chiaiano.

    "Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra. Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.
    Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.
    La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare.
    Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".
    Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia - Napoli
    da beppegrillo.it


    @ mch: cerchiamo di manterenere un linguaggio civile, tnx.
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  9. #9

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    sorry...
    relax, the future -is already unfolding- from long-planted seeds
    Vai con il tuo amore nei campi
    Riposa all'ombra.
    Quando vedi che i generali e i politicanti
    riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.
    Lascialo come un segnale della falsa pista,quella che non hai preso.
    Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,diverse nella direzione sbagliata.
    Pratica la resurrezione.
    (-Wendell Berry)

  10. #10

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    Credo che la situazione attuale sia triste ma non inattesa.
    Cosa ci si poteva aspettare da un governo di destra se non l'uso dei manganelli e della prevaricazione?
    Cosa credeva tutta quella gente che ha votato silvio&co. ? Che avrebbe aiutato la povera gente? Che avrebbe cercato il dialogo? Che avrebbe rispettato le minoranze?
    E che dire di quei poveri illusi che hanno messo lo striscione "silvio santo subito" nella speranza che trovasse la soluzione al problema rifiuti...
    E le altre mosse? Pugno duro contro i più deboli e carezze ai potenti....caccia dura agli stranieri, rom, drogati e poveri cristi...annullare i reati per i potenti e salvare rete4...

    Non che a sx ci sia molta speranza ma una certa sinistra, almeno un po' di attenzione per i deboli ce l'aveva...

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