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Discussione: quelli "nati una volta" e quelli "nati due volte"

  1. #1

    Predefinito quelli "nati una volta" e quelli "nati due volte"

    da http://www.wipeoutlifestyle.com/index.php?id=92

    Dividere l'umanità in due gruppi, i più e i meno, è una tentazione che assale tutti coloro che sentono il bisogno di classificare i propri simili.
    Del giardino magico possiamo dire che c'è chi lo conosce e chi no, c'è chi desidera penetrarvi e chi ne ha paura e desidera starne lontano.
    Ciò è paragonabile alla differente maniera in cui ognuno ha esperienza di sé stesso. Il cardinale Newman non ci ha forse informato che l'intera umanità si divide in due classi, quelli "nati una volta" e quelli "nati due volte"? (anche nella religione Indù questo concetto è ben esplicito). E William James non impiegò questo concetto per creare la sua teoria del bisogno della religione (cfr. Varieties of Religious Experience)? Forse questa teoria ci dà la risposta del perché l'atteggiamento della gente nei confronti del giardino magico sia così diverso.
    Quelli nati-una-volta ci dice W. James, sono persone dalla mente sana. Sono soddisfatti di sé per quello che sono. Hanno bisogno di nascere una volta sola. Ma quelli nati-due-volte sono tipicamente "anime malate". Sono completamente insoddisfatti di sé. Per loro c'è qualcosa di terribilmente sbagliato nel mondo e solo nascendo nuovamente possono conseguire una qualsivoglia felicità. Per quelli nati-una-volta il mondo è un affare semplice. Tutto è aperto, palese e privo di misteri. Per quelli nati-due-volte, nulla è ovvio nelle cose del mondo. È un luogo misterioso, spesso terrificante. E per di più, presenta due o più livelli. La sola speranza di ottenere pace e felicità stà nel riuscire a fuggire dal piano inferiore (l'abitacolo di fango di Baudelaire) e innalzarsi ad uno dei livelli superiori.
    Si tratta di una frattura che ha diviso la razza umana fin dai tempi più remoti e ha dato origine a tanta sofferenza. I nati-una-volta disprezzano quelli nati-due-volte. Li considerano disgraziati, sognatori, bramosi di mondi irreali, malati autocommiseranti, persone incapaci di accettare il mondo per quello che è. Ma i nati-due-volte disprezzano i nati-una-volta con altrettanto vigore. Che bestie senza immaginazione! Che mandria ottusa, col muso nel foraggio, troppo stupidi per comprendere che la morte macellerà anche loro, talmente insensati da non realizzare che esistano realtà alternative! Bene, è solo mediante l'esercizio della massima carità che si può riuscire a vederli come esseri del tutto umani, dato che sono così privi delle più sottili qualità dell'animo che distinguono l'uomo dagli animali.
    Certamente questo conflitto tra quelli nati-una-volta e quelli nati-due-volte è alla base della lotta per il giardino magico che oggi divampa con un'intensità raramente uguagliata nel passato. Quelli nati-una-volta non praticano il giardino magico o i suoi prodotti che agiscono sulla mente. Nel loro solido, elementare mondo senza segreti, non c'è necessità di essere alterati di coscienza. A che cosa possono servire questi stati di alterazione? Non possono rivelare nulla di recondito giacché non c'è niente di nascosto da rivelare. Inoltre le droghe fanno male e sono dannose per la società. Gente che consuma queste sostanze diviene "indemoniata dalla droga".
    È dunque perfettamente lecito e assolutamente necessario recintare il giardino magico, proibire la coltivazione della canapa, del papavero, del cactus del peyotl, e perseguire e incarcerare chi vuole cibarsi dei prodotti di queste piante.
    È questa la maniera di pensare dei nati-una-volta. (Aggiungerei che i "nati-una-volta" hanno paura della diversità e dei cambiamenti. Il che mi fa pensare abbiano i recettori dei cannabinoidi bloccati, o malfunzionanti. Non sono necessariamente cattivi, o invidiosi, ma probabilmente soffrono di una disfunzione) E per quelli nati-due-volte? Sciocchezze, rispondono, e procedono a criticare con asprezza questi auto-eletti guardiani della morale pubblica. Siamo destinati a consumare le nostre intere vite tormentati dal pugno dei poliziotti e dei loro "fratelli" perché ci capita di amare un gioco della vita che non attrae questa razza di scimuniti?
    Chi sei tu per ordinare cosa possiamo mangiare o bere, fumare nelle nostre pipe o persino ficcarci nelle vene? Non afferma forse la nostra "dichiarazione d'indipendenza" (Costituzione degli Usa, ma è scritto anche nella Costituzione Italiana) l'inalienabilità del diritto di ogni cittadino di perseguire quella che lui considera essere felicità?
    È un crimine che la nostra idea di felicità sia differente dalla vostra? Ci chiamate tossicomani e asserite che infrangiamo la legge.
    Voi avete creato cattive leggi. Avete brigato e trafficato, etichettando qualunque cosa in giro come narcotico, eccetto il whisky che trangugiate, che voi stessi non vedete come una droga. Se qualcuno di noi ruba o si prostituisce per soddisfare i suoi bisogni è soltanto perché le vostre leggi ci obbligano ad acquistare sul mercato nero una droga che costerebbe assai poco se potessimo procurarcela legalmente.
    Dite che ci procuriamo danno con le droghe. Quale diritto avete di intervenire se non facciamo danno a nessun altro? Non è diritto di ogni cittadino andare al diavolo nel modo che preferisce? E come potete affermare che stiamo andando all'inferno e non stiamo trovando da noi una via che conduce al paradiso? E ad ogni modo finché alcol e tabacco saranno legali tutta la vostra legislazione anti-droga sarà pura ipocrisia.

  2. #2
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    ho letto l'articolo completo sul sito, molto interessante.. non sapevo di questo libro.

    grazie per la segnalazione

  3. #3

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    l'ho letto tutto. Molto interessante.
    Solo non sono troppo daccordo sul fatto che la maggior parte dell'umanità sia "nata una volta". Io credo che quelli che sono in questa situazione lo sono per colpa del sistema che tenta di reprimere stimoli che, come giustamente sottolineato nella prima parte dell'articolo, sono del tutto naturali, e forse addirittura la chiave dell'evoluzione umana.

  4. #4

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    comunque l'altro giorno ho avuto modo di ascoltare una intervista a giorgio samorini, nella quale affermava che all'interno di un branco di animali, solo alcuni esemplari consumano piante e funghi psicoattivi... non tutti

  5. #5

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    però è anche vero che nel 90% delle società/religioni l'uso di sostanze sacre è un momento molto importante, e spesso, è proprio un rito d'iniziazione. Quindi la sostanza psichedelica è un modo per diventare un appartenente del villaggio. Non per uscirne dalle regole, ma per entrarne a pieno diritto a farne parte.
    Secondo me, ma poi qua si va a toccare altri piani di pensieri, le "droghe del giardino" sono proibite proprio per tenere sedata la coscienza multidimensionale dell'uomo. Da millenni. Altrimenti questo controllo globale non potrebbe esistere. In più, creando le droghe, il sistema oltre a proibire quello che non gli piace, riesce anche a "spingere" droghe come la cocaina o l'eroina pure che di certo non ti liberano o non ti aprono gli occhi ma ti incatenano ancora di più nella spirale del sistema.
    Bisogna pure dire che i nati una volta hanno sì paura del giardino, ma spesso per ignoranza, non per reale mancanza di interesse. Magari non se ne rendono conto neanche loro, ma ho visto persone cambiare veramente coi funghi, o con lsd e perchè no, in maniera più sottile anche con l'erba. Passare da una categoria all'altra nel tempo di un trip.
    >Boh aspetto la risposta per continuare perchè non so più che dire:-)

  6. #6

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    secondo me sono tutte stronzate. è tanto sfaccettata la mente umana che cercare di ridurre l'umanità stessa a 2 semplici e ridicole categorie di pensiero mi sembra sin troppo riduttivo. il punto è conoscere il valore e nello stesso tempo la pericolosità della libertà...dividere non serve, discernere si. la questione delle droghe non esiste perchè se esistesse il mondo sarebbe diviso in drogati e non mentre la vera problematica da affrontare è la libertà. il movimento pro-canapa (per esempio) non vincerà mai se non riesce a raggiungere questa conquista. articoli come questo non servono ad altro se non a ridurre la polemica al campo delle droghe ma non sarebbe più intelligente partire dai problemi di fondo? la libertà è una conquista sociale e dovrebbe essere questa la direzione in cui noi cosumatori dovremmo spingere e non la sterile critica del tipo "fateci fumare senò non siamo liberi e viviamo male" (che è una conseguenza). non è che visto che non ci fanno fumare non siamo liberi ma il contrario quindi non dobbiamo avere paura dei poliziotti e dei loro "fratelli" ma di chi sventola la bandiera della libertà in un paese che libero non è.

    vado a magnare

  7. #7
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    Invece secondo me l'articolo è molto interessante.
    Le dicotomie sembrano sempre forzature ma servono per descrivere meglio la realtà ed aiutarci a capirla meglio. Poi è certo che la verità è sempre in mezzo, il determinismo è sbagliato sia in un senso che nell'altro e sono sempre multiple le forze che agiscono su di noi e sulle cose. La vita è un tutt'uno che scorre, già il linguaggio è limitato nel volerla bloccare..però cazzo se è vero che si può classificare ogni persona al mondo in una delle due categorie..ancora meglio sarebbe l'idea di un continuum, oppure aver presente che in noi ci sono entrambe le componenti ma una prevale (magari kurt cobain aveva solo l'1% di nato-una-volta). Poi agiscono sia la componente innata che quella ambientale-cuturale , è così facile da capire secondo me ma la maggior parte della gente si ostina a vedere o bianco o nero..boh mi sbaglio? non so.
    In prtaica: è vero sia che c'è chi nasce più fattone di altri sia che contano le amicizie, gli incontri, le esperienze e aggiungo la fortuna.
    bello l'articolo, adesso mi sparo il link

  8. #8

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    no il problema è che secondo me la verità non sta nemmeno in mezzo...
    e poi il problema non è di tipo filosofico ma socio-politico (e per i motivi che noi sappiamo anche economico). la filosofia spicciola dell'articolo non è applicabile ma serve solo a crescere individualmente perchè appunto derivata da pensieri personali. le scelte comunitarie invece possono e devono essere corrette perchè riguardano tutti e sono (o dovrebbero essere) frutto della pluralità. non dico che non sono d'accordo con l'articolo ma dico che per affrontare un tema come questo c'è bisogno di meno cavolate e di un approccio più critico, più logico, meno personale. il grande errore è considerarsi fumatori infelici quando invece non siamo altro che "uomini" incatenati. insomma l'articolo mette in risalto conseguenze di un meccanismo che non funziona farcendole con skizzi di filosofia spicciola e distogliendo l'attenzione dai veri problemi.

  9. #9
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    A me non sembra che l'articolo volesse proporre soluzioni a problemi sociali..forse l'ho letto male. Magari voleva aiutarci a dare risposte individuali

  10. #10

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    infatti hai letto male...almeno il mio post. io volevo solo porre l'attenzione sulla futilità di un articolo del genere che per essere intrippante può anche esserlo ma in quanto a motivazioni vere e proprie è carente...se non mancante del tutto. ripeto: sono d'accordo con il pensiero di fondo! il problema è che un argomento del genere non può essere impostato a partire da premesse filologiche e filosofiche come quelle dell'articolo intero semplicemente perchè poco attinenti la realtà. spero di essermi spiegato...

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