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Discussione: Perchè tanta dedizione dei media italiani alle elezioni americane?

  1. #1

    Predefinito Perchè tanta dedizione dei media italiani alle elezioni americane?

    Quel che invece risulta interessante è capire perché i media italiani hanno riservato uno spazio spropositato alla campagna elettorale Usa.
    Si potrebbe liquidare la questione in termini di puro e semplice strapotere tecnico ed economico delle grandi agenzie internazionali, tese a dettare l’agenda e trasformare un evento politico in dollari sonanti (producendo e vendendo servizi). O comunque provocando emulazione. Ben pagata.
    Ma stando agli esperti, in Francia e Germania (ma meno), per non parlare di altri paesi europei, la campagna elettorale sembra non sia stata seguita con la stessa intensità.
    Forse - si tratta di un nostro impressionistico giudizio - il duello Obama-McCain è stato “coperto” con pari intensità soltanto negli ex paesi satelliti dell’Unione Sovietica, ora gravitanti nell’orbita americana.
    Probabilmente alla base della scelta mediatica italiana - chiamiamola così - c’è uno scarso senso dell’identità nazionale, in particolare nelle élite giornalistiche, e ovviamente politiche, acuitosi soprattutto dopo il 1945. Anno in cui, anche noi entrammo politicamente nell’orbita americana, per restarci. Un debole senso dell’identità nazionale, che si è andato a innestare sulle esigue tradizioni di libertà dei giornali italiani. Passati, sintetizzando, dalla dittatura fascista - dopo una breve parentesi di libertà - al grigiore democristiano, poi consociativo, e infine berlusconiano. Va detto che il tradizionale antiamericanismo del Pci - spesso tattico - sembra non aver lasciato, sul piano mediatico alcun segno. Al massimo oggi, chi viene da quell’esperienza è pro-Obama, e in modo entusiastico. Basti qui sfogliare il Manifesto e Liberazione o seguire il Tg1 di Riotta.
    E’ perciò comprensibile che le Reti berlusconiane, primo veicolo del peggiore americanismo culturale in Italia, coprano oltremisura la campagna elettorale americana. Meno che si comportino nello stesso modo quelle di orientamento diverso. Ma qui non va trascurato l’elemento del pacifismo, molto forte intellettualmente proprio a sinistra.
    Ad esempio è singolare che lo spazio dedicato alle prossime celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della nostra vittoria nella Prima Guerra Mondiale sia stato mediaticamente pari a zero. Anzi soprattutto nei giornali e televisioni pro-Obama si è registrato un sussulto di antimilitarismo, e del peggiore, confondendo, come al solito idea di patria (che dovrebbe restare) con i generali infingardi (che dovrebbero passare)… E la pace, pur necessaria, con un' utopistica idea di definitivo disarmo generale.
    Pertanto alla base della massiccia copertura della campagna elettorale americana va posta la totale mancanza, soprattutto - ripetiamo - nelle élite dirigenti, giornalistiche e politiche, del senso, come si diceva un tempo, dell’identità e dell’onore nazionali al quale si cerca di sostituire certo pacifismo dettato dalla debolezza...
    Per farla breve: ci preoccupiamo di coprire le elezioni americane in una misura tecnicamente inaudita e, al tempo stesso, professiamo un universalismo pacifista, imbecille e astorico, come se l’Unità Italiana, risalisse al 1945. E come se le guerre - come insegnavano i Romani con il saggio si vis pacem, para bellum - non fossero, piaccia o meno, parte del patrimonio storico di una nazione e dura necessità storica. Dimenticando, insomma, che quando, ci si nasconde dietro gli ideali di un pacifismo assoluto. Certo, sancito dalla Costituzione. Ma in che modo? Da sconfitti, costretti da una pistola americana alla tempia a ripiegare, in termini di hegeliano rapporto signore-servo, sui valori pacifisti. E come se, all'epoca, la "rinnovata" libertà repubblicana non provenisse dall'impiego su larghissima scala dei caccia bombardieri...
    Dimenticando, dicevamo, che se si è pacifisti, non perché si sia in grado, come nazione, di garantire la pace con la propria placida forza, sarà poi l’alleato più forte a indicare, di volta in volta, a quello più debole il nemico da battere.
    E infatti ora combattiamo in Afghanistan, perché così ci è stato ordinato dagli Stati Uniti. Tuttavia, se vincesse Obama potrebbe giungere il contrordine… Chissà...
    Di qui l’ "importanza" di coprire mediaticamente - perché non si sa mai - le elezioni americane. Penoso.

    www.ariannaeditrice.it

  2. #2

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da obiettivo canapa Visualizza Messaggio
    Quel che invece risulta interessante è capire perché i media italiani hanno riservato uno spazio spropositato alla campagna elettorale Usa.
    Si potrebbe liquidare la questione in termini di puro e semplice strapotere tecnico ed economico delle grandi agenzie internazionali, tese a dettare l’agenda e trasformare un evento politico in dollari sonanti (producendo e vendendo servizi). O comunque provocando emulazione. Ben pagata.
    Ma stando agli esperti, in Francia e Germania (ma meno), per non parlare di altri paesi europei, la campagna elettorale sembra non sia stata seguita con la stessa intensità.
    Forse - si tratta di un nostro impressionistico giudizio - il duello Obama-McCain è stato “coperto” con pari intensità soltanto negli ex paesi satelliti dell’Unione Sovietica, ora gravitanti nell’orbita americana.
    Probabilmente alla base della scelta mediatica italiana - chiamiamola così - c’è uno scarso senso dell’identità nazionale, in particolare nelle élite giornalistiche, e ovviamente politiche, acuitosi soprattutto dopo il 1945. Anno in cui, anche noi entrammo politicamente nell’orbita americana, per restarci. Un debole senso dell’identità nazionale, che si è andato a innestare sulle esigue tradizioni di libertà dei giornali italiani. Passati, sintetizzando, dalla dittatura fascista - dopo una breve parentesi di libertà - al grigiore democristiano, poi consociativo, e infine berlusconiano. Va detto che il tradizionale antiamericanismo del Pci - spesso tattico - sembra non aver lasciato, sul piano mediatico alcun segno. Al massimo oggi, chi viene da quell’esperienza è pro-Obama, e in modo entusiastico. Basti qui sfogliare il Manifesto e Liberazione o seguire il Tg1 di Riotta.
    E’ perciò comprensibile che le Reti berlusconiane, primo veicolo del peggiore americanismo culturale in Italia, coprano oltremisura la campagna elettorale americana. Meno che si comportino nello stesso modo quelle di orientamento diverso. Ma qui non va trascurato l’elemento del pacifismo, molto forte intellettualmente proprio a sinistra.
    Ad esempio è singolare che lo spazio dedicato alle prossime celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della nostra vittoria nella Prima Guerra Mondiale sia stato mediaticamente pari a zero. Anzi soprattutto nei giornali e televisioni pro-Obama si è registrato un sussulto di antimilitarismo, e del peggiore, confondendo, come al solito idea di patria (che dovrebbe restare) con i generali infingardi (che dovrebbero passare)… E la pace, pur necessaria, con un' utopistica idea di definitivo disarmo generale.
    Pertanto alla base della massiccia copertura della campagna elettorale americana va posta la totale mancanza, soprattutto - ripetiamo - nelle élite dirigenti, giornalistiche e politiche, del senso, come si diceva un tempo, dell’identità e dell’onore nazionali al quale si cerca di sostituire certo pacifismo dettato dalla debolezza...
    Per farla breve: ci preoccupiamo di coprire le elezioni americane in una misura tecnicamente inaudita e, al tempo stesso, professiamo un universalismo pacifista, imbecille e astorico, come se l’Unità Italiana, risalisse al 1945. E come se le guerre - come insegnavano i Romani con il saggio si vis pacem, para bellum - non fossero, piaccia o meno, parte del patrimonio storico di una nazione e dura necessità storica. Dimenticando, insomma, che quando, ci si nasconde dietro gli ideali di un pacifismo assoluto. Certo, sancito dalla Costituzione. Ma in che modo? Da sconfitti, costretti da una pistola americana alla tempia a ripiegare, in termini di hegeliano rapporto signore-servo, sui valori pacifisti. E come se, all'epoca, la "rinnovata" libertà repubblicana non provenisse dall'impiego su larghissima scala dei caccia bombardieri...
    Dimenticando, dicevamo, che se si è pacifisti, non perché si sia in grado, come nazione, di garantire la pace con la propria placida forza, sarà poi l’alleato più forte a indicare, di volta in volta, a quello più debole il nemico da battere.
    E infatti ora combattiamo in Afghanistan, perché così ci è stato ordinato dagli Stati Uniti. Tuttavia, se vincesse Obama potrebbe giungere il contrordine… Chissà...
    Di qui l’ "importanza" di coprire mediaticamente - perché non si sa mai - le elezioni americane. Penoso.

    www.ariannaeditrice.it
    Amio parere sembra ke a tutti il fatto ke il presidente degli stati uniti sia nero è interessante,oppure incredibile...
    non sta a me decidere,ma da noi una cosa così non accadrà mai....
    forse PURTROPPO....
    ROMAAAGNA MIAAAAA!!

    SO GARDELLA SO PADELLA IN TANT KLE DURA LA PURCELLA....

  3. #3

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    silvio sei una merda...succhiamelo

  4. #4
    mrweedz
    Guest

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    Citazione Originariamente Scritto da thg Visualizza Messaggio
    silvio sei una merda...succhiamelo
    eroina for presidentt (utente agli sgoccioli)

  5. #5

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    Citazione Originariamente Scritto da mrweedz Visualizza Messaggio
    eroina for presidentt (utente agli sgoccioli)
    EROIN & GASOLINE 4 PRESIDENT ..... BOSCHETTO OF SHIT !! WENT HOME


    MINIMO RISPETTO PER BUSH AND COMPANY
    OVERGROW COLTIVA PASSIONE
    OcchiRossi

    LSD, White Lemon, G13Widow, Cannalope, Critkal Kush, Sweet Chese, Chese, BlueChese, ASH, AfganHaze, Serious6, Chronic, OrangeBud, 2000swissSkunk, lemon Thay Kush.

  6. #6
    Old Sage Member L'avatar di fumosigakefanridere
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    Zero Rispetto!!!!!
    Quote from My man Mr Villotto..thx bro..
    Madre natura ripaga sempre i bravi contadini, ma solo ai piu umili sussurra parole d'amore.


    autofiorentiiiiiiiiiiiiiiiiiiii crescono da soleeeeeeee
    comprate le magliette e vi regaliamo i semiiiiiiiiiiiiii(cit Konfettino)

  7. #7

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    Non riesco a capire su che basi ariannaeditrice scriva questo articolo, é ovvio che i media diano largo spazio alle elezioni americane in quanto il futuro presidente degli stati uniti -che ci piaccia o no- deciderá le sorti di buona parte dell'intero pianeta.
    Probabilmente non lui, ma la Federal Reserve, Bank of America, le lobbies del farmaco e quelle petrolifere segneranno la vera politica del paese, nonostante ció a tutti piace credere che sia il Presidente il vero fautore di un cambio.
    Beato chi si lascia illudere...

    Ieri notte guardavo la tv dal satellite facendo zapping tra canali spagnoli, francesi e tedeschi e vi assicuro che tutti parlavano delle elezioni.. cazzo dici, Arianna???
    "La tonteria se coloca siempre en primera fila para ser vista, la inteligencia detras para ver" Carmen sylva

  8. #8
    Super Moderator L'avatar di kingmob
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    ...infatti, se poi uno ha un minimo di memoria si ricorderà cosa è successo 5 anni fà, e prima ancora 10, o 15 o 20 (dipende dall'età).
    I vari media hanno sempre coperto le elezioni USA, non mi sembra che quest'anno sia cambiato niente di che.
    La sola cosa diversa è che quest'anno si è partiti un pò prima, con i media che hanno cominciato ad interessarsi fin dalle primarie. La cosa mi pare ovvia, anche xchè comunque andavano le cose, sarebbe sempre stato un evento storico che avrebbe portato per la prima volta, o una donna o un afroamericano a concorrere x la presidenza.
    Non condivido affatto le analisi fatte nell'articolo.
    Anche xchè se fossero vere o almeno fondate, i media delle altre nazioni si sarebbero comportati diversamente dai nostri, cosa che non è affatto successa. Anche in Africa, in Spagna, in Francia, Germania, Inghilterra, ovunque si è dato lo stesso risalto alla cosa, con dirette, gruppi d'ascolto, maratone televisive, etc.
    Allora tutta sta pippa sullo scarso senso nazionale, sulla sinistra pseudopacifista, etc, etc, sembra solo un tirar acqua al proprio mulino x giustificare una tesi stiracchiata e francamente poco inteligente.

  9. #9

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    questa notte era ospite da vespa una celebre giornalista americana che ha ribadito che l'unico paese che ha dedicato tutto sto tempo è l'Italia..è ovvio che tutti i paesi ne parlano...ma mai da dedicarci una notte intera (che nemmeno per le elezioni italiane, se vi ricordate, han dedicato) 4 emittenti nazionali.

    sai darmi una prova che in africa e tutti gli altri paesi da voi citati han dedicato (a parte le ultime 2 settimane) una notte intera su 4 emittenti nazionali??...

    ehhh...

  10. #10

    Predefinito

    a sapere che vitamina e kingmob son analisti in materia magari ci mettevo in partenza qualche pensiero di mio..ariannaeditrice è una redazione composta da giornalisti seri, non diamo giudizi provocatori e senza alcuna base veritiera di fatto..

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