La sentenza della Cassazione
ROMA
Le e-mail offensive non sono molestie perchè la legge non prevede il fatto come reato. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 24510 di oggi, ha annullato con formula piena la condanna inflitta a un 41enne di Cassino che aveva inviato a una collega «un messaggio contenente apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e della integrità personale e professionale del convivente».

In otto pagine di motivazioni, riporta il sito Cassazione.net, la prima sezione penale ha spiegato che «la molestia commessa col mezzo epistolare della posta elettronica, anche se idonea a ledere la tranquillità privata della persona destinataria, non è punibile ai sensi dell’articolo 660 del codice penale, non potendo i messaggi inviati tramite e-mail essere assimilati a quelli telefonici, in quanto il destinatario di questi ultimi è costretto, sia de auditu che de visu, a percepirli, con corrispondente turbamento della quiete e tranquillità psichica, prima di poterne individuare il mittente, il quale in tal modo realizza l’obiettivo di recare disturbo al destinatario».

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