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Discussione: lavorare meno e vivere meglio...

  1. #1
    Old Sage Member L'avatar di Crapuzza
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    Exclamation lavorare meno e vivere meglio...

    posto quest'articolo...xche' rispecchia completamente la mia visione della vita..
    buona lettura!

    Cronache


    "Lavorare meno e vivere meglio. Uscire dalla crisi? Scollocatevi"


    Venerd, 4 maggio 2012 - 11:36:00
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    Addio al 'pensiero' unico del lavoro 24 ore su 24. Perch lavorare e basta, produrre e basta, crescere e basta, a qualunque costo, distruttivo. E' un modo di vivere che non paga pi, perch il sistema non pi in grado di garantire una crescita professionale con stipendio adeguato n una pensione futura ai cittadini. La soluzione? "Scollocarsi". Cambiare case e lavoro, scegliere uno stile di vita pi sobrio. Per vivere meglio, per superare la crisi e prepararsi al futuro.
    A spiegare questa idea 'rivoluzionaria, ma non troppo' ad Affaritaliani.it Simone Perotti, autore insieme a Paolo Ermani di "Ufficio di scollocamento" (ed. Chiarelette). Perotti ha lui stesso rivoluzionato la sua vita: dopo quasi ventanni di lavoro nel campo settore della
    comunicazione ha lasciato tutto e oggi si dedica a scrivere e navigare. Ed sempre lui l'autore del libro "Downshifting", che ha portato in Italia l'omonimo fenomeno. Un termine che significa scalare marcia oppure rallentare e indica la scelta di chi preferisce una maggiore disponibilit di tempo libero al miraggio di possibili brillanti carriere professionali.
    "Ufficio di scollocamento". Un'idea che lei aveva lanciato nellultima pagina di Avanti tutta (Chiarelettere, 2011). Sembrava una provocazione, e invece...
    "Invece all'inizio del 2012 nato il primo 'Ufficio di scollocamento', che sta svolgendo il suo lavoro in Lombardia, Lazio e Umbria. Volutamente non abbiamo brevettato l'idea, ma l'abbiamo lasciata a disposizione di tutti, come proposta di intrapresa organizzativa".



    Simone Perotti, dopo quasi vent'anni di lavoro nel settore della comunicazione ha lasciato tutto e oggi si dedica a scrivere e navigare. autore del primo libro che ha portato in Italia il fenomeno del DOWNSHIFTING (scalare marcia, rallentare), ADESSO BASTA (Chiarelettere 2009, 11 edizioni). Con Chiarelettere ha pubblicato anche AVANTI TUTTA (2011).
    Paolo Ermani, presidente dell'associazione Paea (Progetti alternativi per l'energia e l'ambiente), da oltre due decenni lavora sui temi energetici, ambientali e degli stili di vita. Ha pubblicato, con Valerio Pignatta, PENSARE COME LE MONTAGNE (Ed.Terra Nuova 2011). tra gli ideatori del quotidiano on line "Il Cambiamento".
    Che cosa fa un 'Ufficio di scollocamento'?

    "Organizza incontri, corsi e tutoring con l'affiancamento di diverse professionalit: psicologi, filosofi, coach, ma anche artigiani, agricoltori ed esperti di energie rinnovabili. L'obiettivo aiutare a prendere coscienza e imparare a vivere in un modo diverso, senza temere la perdita del ruolo sociale".
    In che fase della crisi siamo?
    "Innanzitutto diciamo che questa una crisi definitiva, non congiunturale. E che comunque una crisi minima, la vera crisi quella che vivono i Paesi del terzo Mondo. Comunque, ormai tutti abbiamo capito che cosa sta accadendo. La promessa che tutti avremmo avuto una bella vita in cambio dell'adesione totale allo schema del lavoro sempre e comunque non ha funzionato. Oggi, se riunci a fare il violinista per essere ingegnere, non trovi comunque lavoro. Se mi chiede di lavorare 50 anni, il sistema deve darmi la possibilit di crescita professionale e di pensione alla fine. Invece non cos. Il sistema non in grado di drenare tutte le risorse lavorative. Acquisita questa consapevolezza, sono in tanti a voler cambiare. Ma non c', come avveniva in passato, nessun intellettuale 'illuminato' in grado di proporre un'alternativa. Ognuno in questa crisi si muove individualmente, scollocandosi dalla sua precedente condizione".
    Lei ha fatto una scelta radicale.
    "Io lavoro quanto serve, per vivo in modo monastico e sobrio. Faccio quello che voglio, sia chiaro. E cos sto bene. Basta poco per sfuggire al consumismo e lavorare quel tanto che basta per soddisfare le mie esigenze. Per alla base c' un passaggio interiore fondamentale: io mi faccio forza della mia sobriet, non la considero una iattura. Certo, ho dei momenti bui: ogni tanto mi chiedo che cosa ci faccio in mezzo a un bosco quando un tempo avevo tre segretarie e un autista a disposizione. Ma sono momenti che capitano a tutti, naturale, anche nel caso della scelta pi meditata e convinta".
    Come si pu vivere low cost? Su quali aspetti 'tagliare'?
    "La casa, per esempio. In Italia ci sono tantissime abitazioni da ristrutturare e a basso prezzo, perch in luoghi poco frequentati, dove non c' molto lavoro. Ma se uno si scolloca, non un problema. Poi il cibo: io non ho un retroterra cittadino, ma ho imparato a farmi l'orto e per almeno otto mesi l'anno vivo con i prodotti della mia terra, che baratto anche con i vicini di casa. Insalata in cambio di uova, per esempio. Ci si pu anche organizzare per l'autoproduzione energetica e si possono condividere le dotazioni, come la lavatrice, con altre famiglie. Le case stesse si possono condividere. Io ho vissuto sei mesi in un barca, con uno spazio a disposizione che era poco pi di mezza stanza. In un appartamento da 130 metri quadrati ci sono zone dove non vai mai. La convivenza anche divertente e soprattutto anti-solitudine, di cui tanto ci si lamenta oggi. Insomma, ci sono paradossi risolvibili in modo intelligente".
    Come lavoro?
    "Innanzitutto sfruttare le capacit e le doti che uno ha. Riparare i propri oggetti non una perdita di tempo, un guadagno. Perch cos non si ricompra. Non genero consumismo, non genero rifiuti, imparo qualcosa. l'assurdit che oggi tutti ci dichiariamo appassionati ed esperti di bricolage, ma poi nessuno sa riparare una finestra. E comunque in Italia ci sono 50mila posti di lavoro manuale inevasi, dal pasticcere al falegname. Ma tutti vogliono il lavoro con la cravatta. Io per guadagnare lavo le barche, cos evito anche la palestra".
    Ultima modifica di Crapuzza; 6th May 2012 alle 12:56 AM
    non mi fido degli uomini.. mi fido degli ideali..

  2. #2
    Old Sage Member L'avatar di Ferna
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    Bella Cra' molto interessante.
    Ultima modifica di Ferna; 6th May 2012 alle 01:03 AM

  3. #3

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    Big up for Crapuzza! :D La pensiamo molto simile credo sotto questo aspetto... :)
    Herbalist, high grade specialist...

  4. #4
    Stoogots
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    Vabb, basta avere un idea che ti fa svoltare...questo ha scritto un paio di libri e ci campa...capirai che sforzo smettere di lavorare.

  5. #5
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    Crapuzza , mi sono interessato anche io a questo life style chiamato downshifting e lo trovo assai interessante.
    Smettere di lavorare per dei comuni mortali come noi un po' un utopia, ma lavorare meno questo si che fattibile. Basterebbe tentare di liberarci dal consumismo e dalle cose inutili e superflue che il mondo del marketing ci offre di continuo. Liberarsi dal consumismo e dalle cose superflue vuol dire automaticamente aver bisogno di meno soldi, e di conseguenza si potrebbe ambire a lavorar di meno e godersi un po' di pi la vita.
    Parlo per me che non ho famiglia da mantenere, quindi per una persona che vive sola o in coppia sarebbe fattibile.
    Nel mio piccolo cerco di portare avanti i miei ideali, faccio l' orto, ho allevamenti di galline e conigli ecc... Non una gran cosa ma gi qualcosa. Perch andare al supermercato a comprare la verdura, le uova ecc... quando posso produrmele da me ?
    Questo io lo vedo come l' inizio di un cambiamento di vita individuale. Se tutti facessimo anche solo un poco per arrestare questa macchina infernale che si chiama consumismo e marketing tutto andrebbe meglio.
    Le idee non mancano ragazzi ! Sono convinto che si si vuole veramente una cosa si riesce ad ottenerla.

    Buona domenica.

  6. #6
    Old Sage Member L'avatar di Crapuzza
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    Citazione Originariamente Scritto da Shanty Visualizza Messaggio
    Crapuzza , mi sono interessato anche io a questo life style chiamato downshifting e lo trovo assai interessante.
    Smettere di lavorare per dei comuni mortali come noi un po' un utopia, ma lavorare meno questo si che fattibile.
    e questo il punto secondo me...
    la "ricetta" e individuale...il "narratore" riporta la sua...
    ma e la mentalita'che bisogna cogliere;il cambio di valori e priorita' della vita...spezzare il grande inganno della competizione...della crescita all'infinito....del consumo fine a se stesso...
    ...bisognerebbe ricominciare a consumare x vivere...non a vivere x consumare...

    Basterebbe tentare di liberarci dal consumismo e dalle cose inutili e superflue che il mondo del marketing ci offre di continuo. Liberarsi dal consumismo e dalle cose superflue vuol dire automaticamente aver bisogno di meno soldi, e di conseguenza si potrebbe ambire a lavorar di meno e godersi un po' di pi la vita.
    hai colto il senso...

    Parlo per me che non ho famiglia da mantenere, quindi per una persona che vive sola o in coppia sarebbe fattibile.
    secondo me sarebbe fattibilissimo anche con prole...insegnando sin dalla piu' tenera eta' questi valori...

    Nel mio piccolo cerco di portare avanti i miei ideali, faccio l' orto, ho allevamenti di galline e conigli ecc... Non una gran cosa ma gi qualcosa.
    invece e una gran cosa amico mio...e la base di questa new-age...

    Perch andare al supermercato a comprare la verdura, le uova ecc... quando posso produrmele da me ?
    Questo io lo vedo come l' inizio di un cambiamento di vita individuale. Se tutti facessimo anche solo un poco per arrestare questa macchina infernale che si chiama consumismo e marketing tutto andrebbe meglio.
    concordo

    Le idee non mancano ragazzi ! Sono convinto che si si vuole veramente una cosa si riesce ad ottenerla.
    great....bisogna volerlo..davvero..fortemente...

    Buona domenica.
    anche a te fratello..
    non mi fido degli uomini.. mi fido degli ideali..

  7. #7
    Super Moderator L'avatar di jaco
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    Secondo me potremmo stare a discutere all'infinito di tutto quello che potrebbe prendere spunto dal post iniziale...e tutto ci che otterremmo sarebbe semplicemente la conferma che oggi non stiamo affatto meglio dei nostri genitori o dei nostri nonni.
    Meglio: se in certi campi stiamo molto meglio (salute, conoscenza, etc) in altri abbiamo perso quel contatto unico ed irripetibile con la nostra esistenza quotidiana che porta, a fine giornata, ad essere soddisfatti di noi stessi e del nostro operato.
    Sono, di mio, una persona che non si arrende subito alla prima difficolt e che associa questo alla voglia di non cedere alla logica del consumismo in quanto fruizione temporanea di uno o pi oggetti o servizi, risultato? mi occupo di fare un'infinit di cose che il giudizio di colleghi, conoscenti ma anche amici bolla come "follie" perch ottenibili senza sforzo a con esborso.
    Adesso, dico io, se posso riparare qualcosa, o risparmiare qualcosa adoperando le mie capacit, le mie mani, il sudore della mia fronte, perch mi devo affannare come un pazzo, lavorare come uno schiavo per ottenere quei soldi che mi servirebbero per pagare qualcuno a fare lo stesso lavoro?
    Sono dell'opinione che la logica estraniante del consumismo puro, dell'accumulo di ricchezza e di beni, della cultura dell'apparire prima che dell'essere, della forma invece che della sostanza siano tutti aspetti diversi di un male unico della nostra societ: non siamo pi in grado di assegnare il valore corretto a moltissime cose.
    Vale di pi una settimana con due ore/giorno di straordinario in ufficio per pagarmi il giardiniere oppure un paio d'ore al giorno di fatica fisica per ottenere lo stesso risultato (magari qualitativamente eccepibile ma...vuoi mettere la soddisfazione di fare qualcosa di concreto con le proprie mani?)...in un ambiente malato la risposta assurda "Ma sei fuori a volerti rompere la schiena quando puoi pagare qualcun altro?"
    "Il saggio parla perch ha qualcosa da dire. Lo sciocco perch ha da dire qualcosa."

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