La macchina “ricicla CO2”

Usare l’energia solare per riciclare l’anidride carbonica e ottenere vettori energetici e combustibili. L’idea è dei ricercatori dei Sandia National Laboratories (California), che hanno appena testato il primo prototipo della macchina “converti-CO2”.




Si chiama CR5 (da Counter-Rotating-Ring Receiver Reactor Recuperator) ed è un cilindro metallico diviso in due camere, in grado di innescare delle reazioni termo-chimiche su una superficie di ossido di ferro. Il concetto su cui si basa il sistema è semplice: quando l’ossido di ferro è esposto a temperature molto alte si innescano reazioni che portano alla liberazione di molecole di ossigeno, che vengono poi “riprese” quando il materiale si raffredda. Dov’è il vantaggio? Nel fatto che i due processi avvengono in aree separate, e che l’ossigeno recuperato è quello sottratto all’anidride carbonica contenuta in una delle due camere; in questo modo la CO2 diventa CO (monossido di carbonio).

La macchina è infatti disegnata con le camere poste ai due lati. Nella parte centrale si trovano, in serie, 14 dischi di ossido di ferro che ruotano su loro stessi compiendo un giro al minuto. I ricercatori sono riusciti a concentrare i raggi del Sole per portare una delle camere a 1.500 gradi centigradi, in modo che la parte dei dischi che si trova in quell’area liberi le molecole di ossigeno. Ruotando, i dischi portano la loro “zona calda” nella camera opposta e il raffreddamento induce l’ossido di ferro a “rubare” molecole di ossigeno alla CO2, lasciando nella camera il monossido di carbonio. Questo può essere poi combinato con l’idrogeno per dare syngas da usare come vettore energetico.

Finora il sistema, inventato dall’ingegnere Rich Diver, era stato testato in piccoli step; l’esperimento completo prova ora che la macchina lavora come da copione. “Pensiamo che questo sistema sia un’alternativa al sequestro di CO2 sottoterra”, ha spiegato James Miller, ingegnere chimico ai Sandia Lab: “Invece che pompare il gas sotto il suolo (vedi Galileo), è possibile usare il Sole per ottenere una “combustione inversa” che trasforma l’anidride carbonica in molecole energetiche”. Serviranno comunque tra i 15 e i 20 anni prima di vedere una versione commerciale di questo prototipo. Intanto, l’obiettivo è costruire una nuova macchina ogni tre anni con efficienze sempre maggiori (che dovrebbero almeno raggiungere il 10 per cento). Parte delle innovazioni necessarie verranno dalle nuove ceramiche composite che rilasciano ossigeno a temperature più basse dell’ossido di ferro. (t.m.)

Riferimento: Technology Review
Credit immagine: Tyler Hamilton