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Discussione: KONY 2012

  1. #1

    Predefinito KONY 2012

    http://vimeo.com/37119711

    Finalmente qualcosa si muove...
    For all the weed that I've smoked - yo this blunt's for you
    To all the people I've offended - yeah fuck you too!
    To all the friends I used to have - yo I miss my past
    But the rest of you assholes can KISS MY ASS


  2. #2

    Predefinito

    Oggi hanno detto qualcosa anche al tg la7. Chissà che non si smuovano le acque!

    Per chi non sa di cosa si sta parlando... http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Kony

    Grazie m333llow
    Herbalist, high grade specialist...

  3. #3

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    Citazione Originariamente Scritto da m333llow Visualizza Messaggio

    Finalmente qualcosa si muove...
    Citazione Originariamente Scritto da rollocker Visualizza Messaggio
    Chissà che non si smuovano le acque!

    Per chi non sa di cosa si sta parlando... http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Kony
    speriamo bene ragazzi ....

  4. #4

    Predefinito

    http://www.corriere.it/esteri/12_mar...d29f4946.shtml

    Critiche a Stop Kony: Invisible Children replica
    «Realtà manipolata? L'importante è fermare l'orrore»

    MILANO - Lo hanno visto in oltre 75 milioni. E in 75 milioni si sono commossi ascoltando la storia dei bambini soldato e delle baby prostitute sfruttate dal signore della guerra Joseph Kony. Il documentario e la campagna virale Stop Kony realizzati dalla Ong americana Invisbile Children hanno dunque colpito nel segno facendo letteralmente il giro della rete e conquistando il primato di link più cliccato di tutti i tempi. Il tutto è avvenuto però non senza suscitare critiche: «Hanno semplificato la realtà ugandese», hanno scritto alcuni. «Hanno usato una valanga di soldi per realizzare il filmato invece di impiegargli davvero a favore dei bambini africani». «Dietro alla campagna Stop Kony lobby americane che vogliono influenzare la politica estera di Obama in Africa», hanno insinuato altri. Ora Invisble Children ha deciso di rispondere alle critiche. E per farlo ha scelto di nuovo la strada del video da diffondere in rete.

    LA TESI DEL NY TIMES - Nel filmato compare il Ceo della organizzazione, il giovanissimo Ben Keesey. Che innanzitutto fa notare come l'associazione non nasca col video, ma abbia alle spalle un lavoro di molti anni. Poi Keesey ribadisce le proporzioni tra i vari settori di spesa, facendo notare come le spese sul campo equivalgono sempre almeno all’80 per cento dei soldi dell’associazione, spiegando che alcune donazioni ricevute sono vincolate per essere utilizzate nella gestione organizzativa e che questa è una cosa buona, «se si vogliono fare le cose da professionisti». Alle critiche di manipolazione politica Keesey risponde dicendo di essere perfettamente a conoscenza di tutti gli aspetti problematici della questione ugandese, avendola studiata sul campo in anni di lavoro, ma si dice convinto che se c’è una cosa su cui tutti sono d’accordo è la necessità di fermare prima possibile Joseph Kony. Concetto del tutto simile a quello sostenuto da Nicholas Kristof, editorialista del New York Times esperto di affari africani. Che sostanzialmente dice: «E' vero che il video è superficiale ma ha il merito di portare all'attenzione del mondo una vicenda terribile che altrimenti sarebbe ignorata dalla maggior parte del mondo».

    IL CONTENUTO EMOZIONALE - Da spiegare però è ancora come un video su un argomento così pesante (e della durata di 30 minuti) abbia potuto circolare così tanto. «Il successo di Stop Kony si spiega in pochi punti - sottolineano Andrea Febbraio e Dario Caiazzo di Ebuzzing Italia. «Primo, il contenuto "emozionale" come quello scelto (e cioè i bambini soldato) è fondamentale, ma la vera forza sta nella distribuzione». E la svolta, in questo caso, starebbe nell'essere riusciti a far ritwittare il link a star come Rhianna e Bieber. Ma fin qui niente di strano: se qualcuno di famoso fa qualcosa il potere imitatorio nei fans è grande. E non colpisce nemmeno che la maggior parte dei click sia arrivata dai social network. Ciò che stupisce è il meccanismo psicologico che questo video è riuscito a far scattare negli utenti «Fortissima e ben definita è la "call to action", la chiamata all'azione», spiegano ancora Febbraio e Caiazzo. E il meccanismo è: «Se condividi il video, cambi le cose». Sono le emozioni, dunque, la chiave di tutto. Suscitate anche in chi non aveva la più pallida idea di chi fosse Kony o di dove fosse l'Uganda.
    Herbalist, high grade specialist...

  5. #5
    Super Moderator L'avatar di kingmob
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