Pagina 1 di 3 123 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 21

Discussione: il teknival è morto?

  1. #1

    Predefinito il teknival è morto?

    riporto una mia traduzione del proclama di Kanyar, una crew\label Spiral Tribe (gente che ha occupato un villaggio intero a Castlemorton in Inghilterra). vuole essere un monito per tutti quelli che perseverano nell'errore generando merda su merda: il sistema ci vuole rincoglioniti e privi di ideali. fate il gioco di quelli contro cui lottiamo.



    Dopo anni di esistenza, lo spirito del freeparty è sparito.

    Valori ed esperienze che avrebbero dovuto essere in questi party non ci sono più, o sono così deboli che non possiamo separarli o distinguerli da quello che è l’oscura realtà di oggi.

    Quando questo strumento non è più usato, noi dobbiamo essere forti abbastanza per abbandonarlo ed andare avanti, sempre se il party è una delle cose più importanti della nostra vita.

    Gettiamo un’ultima occhiata su cosa questi party sono diventati oggi, prima di chiudere questo capitolo e guardare al futuro.

    Freeparty oggigiorno è il peggio di ciò che potessimo pensare: un luogo comune.

    La cartolina del party è brutta. Noi di solito difendiamo idee ecologiche, il ritorno alla natura, ed oggi c’è spazzatura dappertutto: peggio di quello che i nostri peggiori nemici potevano fare. Nel party, c’è libera devastazione ambientale.

    Noi di solito predichiamo la libertà di pensiero e la ricerca di vere rivelazioni, innovazioni artistiche, ma adesso tutto quanto è scaduto.

    - la musica è ritornata dentro uno standard, è chiusa, ed il contesto stesso con lei.
    - Altre performance artistiche non hanno più potenziale, sono deboli, ed adesso non c’è niente di nuovo per sostenere il party che sta morendo soffocato.
    - Non c’è più niente di iniziatico nella droga, e questa viene consumata in un modo barbarico, sconsiderato e malato. Il METODO è diventato PRODOTTO.
    - Le persone non fraternizzano con le altre, sono ANESTETIZZATE dalle droghe, chiuse, paranoiche, violente, tristi. Queste persone riproducono nel freeparty le peggiori abitudini ed i peggiori schemi sociali.
    - Il party, che vuole essere un posto di libertà e sperimentazione, è diventato un grottesco supermarket, e stimola ogni abuso ed incoerenza. Ha perso il suo spirito, e sembra che questo vada bene a tutti. È il regno dell’assurdo.

    Il freeparty non è altro che il pretesto per distruggere se stessi ed il resto. Comunque, ci sono molte eccezioni, molte piccole speranze di cambiare questo mondo , ma un’occhiata in generale ci mostra quanto sia tutto quanto pervertito.

    Noi dobbiamo adesso spostare la lotta in nuovi territori, con modi differenti. Niente finisce, e certamente non la speranza.



    fonte: http://italy.indymedia.org/news/2005...22_comment.php

  2. #2

    Predefinito

    hai propio ragione,ma e colpa delle persone ignoranti che non centrano un cazzo con questo party ,o almeno non si comportano come si comporterebbe un ravers:tolleranza,uguaglianza,pace,libertà,....se vai al nord credo che ci siano ancora quelli di una volta ,se invece vai nel sud e come entrare in una discoteca...
    l'efetto ke mi fa un teknival e un senso di pace profondo ma non per altro..per la gente socia,educata e disponibile..... questo mondo di pace lo si puo trovare solo li pultroppo

  3. #3

    Predefinito

    quoto in pieno i cari e vecchi spiral e infatti da un anno a questa parte non vado più a nessun rave party e sopprattuto a milano! (cammello fidati ke in certe feste qua a milano ho visto i comportamenti più bassi sleali e malsani della mia vita)
    spero di non avere mancato di rispetto a ki crede ancora negli ideali di ki il movimento lo ha creato ma portroppo la realtà è cupa......

  4. #4

    Predefinito

    ..beh, chi ha creato il movimento lo ha anke svenduto cmq ...vedi solo la street parade a Zurigo...Ne avrò viste almeno 5 o 6 live...e la prima street l'ho fatta nel '94... L'anno dopo era già tutto differente, sponsor, radio, tele e via...
    Cmq la scena é sempre viva, e non di massa per fortuna, ma bisogna cercarla perké il tutto é veramente underground :D

  5. #5

    Predefinito

    se mi parli di feste fra soci o non pubblicizate su certi siti ( non faccio nomi, non serve) allora son daccordo ma altrimenti non molto...
    uno dei problemi principali delle feste secondo me è il drug biznezz ke ci sta dietro, troppi soldi, troppa mafia mascherata da cyber figli dei fiori abbestia,troppa gente senza scrupoli. e con cio non voglio assolutamente criticare i veri abbestia, respect!

  6. #6

    Predefinito

    Da repubblica.it

    Morire di rave a 19 anni in nome di un rito stanco
    di Michele Serra

    TUTTE le culture, in tutte le epoche, hanno avuto i loro baccanali. Momenti di "sballo" collettivo che liberano dalle regole, sfrenano i corpi, accendono gli spiriti. I rave-party, così come si sono evoluti in un breve arco di tempo, sono un baccanale triste. Triste come la sconfitta culturale delle controculture giovanili che li hanno inventati e via via abbandonati.

    Li hanno via via abbandonati alla deriva masochista delle droghe (soprattutto intrugli di sintesi) e del compiacimento autodistruttivo.

    Quando nacquero, nelle zone degli Stati Uniti in crisi industriale, sotto gli enormi scheletri delle fabbriche dismesse e in anni di pesante disoccupazione, volevano essere una risposta corale e alternativa all'aura di morte sociale che incombeva su luoghi e persone. Ballare per ore, a volte per giorni, proprio là dove la società industriale lasciava solo rovine e vuoto.

    Riempire quel vuoto con il battito simbolico della musica techno, spesso nata assemblando suoni urbani (sirene, clangori, effetti metallici) reiterati fino allo sfinimento. L'agitazione sfrenata dei corpi che riempie il nulla, lo contrasta, gli si rivolge contro. L'energia e l'adrenalina delle masse giovanili urbane che rifiuta di dismettersi assieme alla produzione. Un significato politico neanche troppo sotteso, anzi rivendicato: "Noi" non accettiamo il silenzio e la stasi che "voi" imponete alle macchine. Noi non vogliamo arrugginire. Noi vogliamo vivere e godere.

    E il post-industriale americano e poi europeo si animò delle ombre irrequiete dei ravers, che danzavano sotto le volte scarnificate delle fabbriche abbandonate, in perenne conflitto con leggi (anche appositamente varate), polizia, popolazioni confinanti assordate dal battito e disgustate dalla quantità inverosimile di rifiuti e deiezioni che il rave lasciava sul posto: fenomeno non sorretto, quest'ultimo da alcuna giustificazione "alternativa", e anzi quasi una inconscia firma di indegnità collettiva della quale è molto difficile vantarsi...

    Il problema è che, come spesso accade ai propositi radicalmente alternativi, anche i rave hanno finito per imboccare la strada dell'auto-parodia. La frenesia voluta, cercata, rivendicata, è diventata una penosa (e pericolosa) ossessione prestazionale, come se ammazzarsi di rumore, di stanchezza, di "sballo" fosse una sfida alle convenzioni e non alla salute fisica e psichica. La resistenza alle droghe e alla fatica è stata spinta ben oltre il muro della logica. E - soprattutto - il mito quasi sciamanico della "trance" si è sovrapposto, col tempo, all'intenzione originaria, che era quella di una rappresentazione di energia di massa, quasi una riedizione "statica" dei cortei degli anni Settanta: un corteo politico stanziale, con la techno al posto degli slogan, ma in qualche caso anche cortei in piena regola, rave-parade urbane come quella che ha dato tanti grattacapi a Cofferati negli ultimi anni sfilando per le strade di Bologna.

    "Uscire di testa" è diventato il mezzo e pure il fine, forse la sola porta d'uscita di una contro-cultura che ama rappresentare la società come la più cupa e fredda delle galere: tanto vale cercare un varco psichico, ennesima versione (però incupita, nera, esiziale) del sogno lisergico di Leary e dei freaks visionari dei Sessanta. In tanti caddero lungo la strada, in tanti cadono ancora.

    Il rave di Segrate era, in questo senso, tipicissimo. Il capannone dismesso, lo squallore dei non-luoghi periferici inteso come teatro ideale della lunga cavalcata in arcione alla notte, alla musica e alla chimica. La rivendicazione di uno spazio e di un tempo entrambi non dati.

    Detto cinicamente, meglio lì che nei luoghi naturali così spesso massacrati dai rave, come i prati alpini spopolati di flora e fauna dopo il passaggio di decine di migliaia di ballerini tristi, e trasformati in discariche d'alta quota. Assai meno cinicamente, c'è da compiangere il ragazzo di diciannove anni stroncato da chissà quali porcherie, e da soccorrere i molti altri collassati, quelli che il rave, come un corpaccione sordo e sfrenato, proietta ai suoi margini, scorie umane che non reggono il ritmo infernale, ennesima metafora della ferocia meccanica di una fabbrica ormai inesistente. Caduti del non-lavoro.

  7. #7

    Predefinito

    .......
    .......
    .......
    .......
    .......
    .......
    .......
    quoto

  8. #8

    Predefinito

    generalizzazioni...sempre e comunque limitanti, che trovano il tempo che trovano...

    ...posso quasi accettare il discorso fatto dal tipo degli spiral tribe...una che ha re-inventato il mondo delle feste, che ha iniziato con tutti i migliori ed efficaci propositi (sotto un certo punto di vista le posiamo chiamare anche speranze-ideologie-illusioni) e ha visto nel corso del tempo un fenomeno (cos¡ genuino e potente) decadere in parodie e auto-convincmenti.....

    ....e' ovvio che la critica in questione è logica, feste tirate su solo per drogarsi e dove alla fine la comunita' di persone si chiude in paranoie mentali `(è infatti oltremodo paradossale che un movimento che ha predicato una mente libera da impalcature sociali preconfezionate nel corso degli ultimi hanno abbia partorito alcuni individui che piu' vittima di labirinti mentali non ci sono!)...

    ...pero' è altrettanto ovvio che se frequenti feste sei abituato a conoscere gente di buona onda e quelle di mala onda, quelle che fanno la festa e quelle che usano la feste per altri scopi....è solo una questione di incontri, ad ogni festa `puoi conoscere migliaia persone, chi ti lasciano qualche cosa o con cui ti diverto un mondo e chi non ti comunicano niente........va sempre cosi'

    e non è affatto vero che lo spirito delle feste e' morto (questa è solo un espressione per nostalgici che si sentono un po' speciali)...dipende dalle persone...e dipende da te...
    ###solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima###
    Grande Puffo Alberto

  9. #9

    Predefinito

    lo spirito delle feste non è morto per niente anzi è più vivo che mai!sono le feste e i festanti che non stanno troppo bene

  10. #10

    Predefinito

    Anche secondo me è una generalizzazione!! Io di teknival ne ho fatti pochi, preferisco la psytrance.. meglio se dark!

    Ci sono rave e rave, ravers e ravers!!! Feste fatte per buiseness e feste fatte per passione, dove si ricerca il posto suggestivo, la musica migliore, ci si sbatte per portarci a suonare un artista di alti livelli.. insomma si cerca di creare una "vibra" positiva!!

    Non tutti hanno questa "necessità dello sballo esagerato", che ci riesce ancora a gestirsi e ad "aiurasi" con alcune sostanze per entrare in sintonia con la musica e con l'ambiente non necessariamente esagerando e smascellando!!
    Non tutte le feste fatte nei boschi o nelle valli deturpano e rovinano, molte persone entrano in sintonia con questi posti, li amano, li aprpezzano e li guardano con sguardi di ammirazione, si godono l'alba, il verde, la natura e ci tengono a lasciare pulito...

    Ok, di queste feste ce ne son sempre meno, o meglio ce ne iniziano ad essere troppe non fatte in questa ottica, ma ci sono.. magari non grandi, fatte da pochi per pochi, ma ci sono e io le apprezzo molto!!

    comunque sono il primo a dire che certe situazioni che si trovano ai party han superato la soglia dell'esagerazione edell'abuso, e questo mi mette tristezza!!!
    Tutti muiono, ma non tutti vivono veramente

    Ogni riferimento a fatti, persone e cose nei miei testi è puramente immaginario e/o casuale. Le foto sono prese da archivi pubblici online.

Pagina 1 di 3 123 UltimaUltima

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •