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Discussione: IL CASO

  1. #1
    erfumo
    Guest

    Arrow IL CASO

    Il manoscritto sul telefonino
    "Come gli egizi... E quel Tadb..."


    Molti commenti e un acceso dibattito tra i lettori di Repubblica.it sul testo "criptato" scambiato via sms tra due universitari. C'è chi grida alla fine della lingua italiana, chi consulta i prof, chi ricorda i codici dell'adolescenza e chi sdrammatizza citando precedenti illustri. Con qualche traduzione a sorpresa



    Ci sono i catastrofisti, che vedono la deriva inarrestabile della lingua italiana. E ci sono gli scettici, che non credono nemmeno all'autenticità dei messaggi. C'è chi ne esalta la sintesi e chi inorridisce di fronte alla grammatica zoppicante. Qualcuno li considera del tutto irrilevanti, qualcun altro li paragona alle note tironiane dell'antica Roma. C'è chi ha provato ad abbozzare un ragionamento, e chi invece ha chiuso il discorso con una battuta: "nnc'ho cpt n'maz".

    Non sono certo mancate le reazioni dei lettori alla pubblicazione su repubblica. it del manoscritto ritrovato su un telefonino 1 rotto e smarrito sulla spiaggia di Cervia. Messaggi che si sono scambiati due giovani universitari, interessanti non per il contenuto ma per il modo in cui erano scritti: abbreviazioni estreme, espressioni in codice, emoticon, errori di ortografia e, come qualcuno ha notato, neologismi. Ci siamo chiesti: la gran parte dei giovani comunica davvero così? Se sì, perché? Per ignoranza o solo per comodità? Per tutelare la privacy, abbiamo pubblicato gli sms in forma del tutto anonima, eliminando ogni riferimento che poteva rendere riconoscibili gli autori e usando nomi di fantasia. Senza la minima pretesa di essere un'inchiesta sociologica sull'evoluzione della lingua italiana, l'articolo, semplicemente riportando quello che a tutti gli effetti è un documento senza filtri giornalistici di un modo di comunicare moderno, via sms, tra giovani universitari - quindi di una certa cultura - ha generato un accesissimo dibattito e oltre 200 commenti.

    "Con gli sms si sta perdendo di vista l'italiano - attacca sweettusce, capofila della nutrita schiera dei pessimisti preoccupati della sorte della nostra lingua - Provate a chiedere agli insegnanti nei licei". "Secondo me non dipende tanto dall'uso in sé degli sms o delle chat messe a disposizione dai social network - argomenta maryanner - ma dall'utilizzo alquanto superficiale che se ne fa".

    "Non esageriamo, per favore - ribatte rese05, per niente scandalizzato dalla scrittura 'geroglifica' - il linguaggio degli sms è un codice che serve principalmente a risparmiare spazio di caratteri nel singolo messaggio e soprattutto soldi. Viene impiegato da noi giovani un linguaggio che non è italiano ma è comunque un linguaggio, espressivo di stati d'animo e di intenti in un click". Ragionamento però subito smontato da duque: "Non è assolutamente vero. Nei vari forum o su Facebook il limite dei 160 caratteri non esiste, eppure è pieno di k o tvtb". "Più che risparmio mi sembra ignoranza- rincara davidedado - la k al posto della c dura ha poco senso. Il linguaggio degli sms italiani ha cercato di scimmiottare quello Usa, a mio avviso con pochissima fortuna". "Non è neppure da escludere che scrivano così perché non sanno scrivere correttamente le parole e, scrivendo per intero, lo dimostrerebbero", scrive schussdgl.

    E mentre darthson ipotizza che Dante si stia rivoltando nella tomba, moreno05 la butta in politica: "Ke volete ke vi dika. Mi piacerebbe che anche Fini e Berlusconi si mandassero messaggini così: 'vff kl "" nn sei più nssn "" ke brttfn ke fai"" ksa? Te frbutto,//stà ". Piccimet chiede alla comunity: "C'è ancora qualcuno che ricorda l'esclamazione 'vange!' e cosa significava? Avevamo 16 anni anche noi!". Pare di no, nessuno replica al suo post. Maniman amarcord: "I ragazzi oggi scrivono con i geroglifici? Lo abbiamo fatto tutti, andate a prendere i vecchi diari di scuola... cuoricini e stelline al posto dei puntini sulle i, x invece di per e via discorrendo. Persino nei temi in classe, ricordo qualche insufficienza eppure ho quasi 50 anni...".

    L'invito a decifrare le tre conversazioni tra Paola e il ragazzo ha prodotto decine di traduzioni, tutte più o meno simili. La vera sorpresa è stato scoprire cosa stava dietro a quel "tadb" che i due fidanzati inserivano spesso nei messaggi. "I miei alunni quattordicenni - spiega cinzia7109 - mi hanno insegnato che è l'acronimo di 'ti amo di bene', che è una crasi tra 'ti amo" e 'ti voglio bene'. Si usa per esprimere un sentimento più intenso dell'affetto ma non forte quanto l'amore". Mistero risolto. "Ho quasi 50 anni e ho capito tutto - scrive jondanon - può darsi che questo stile concentrato abbia origine dalle chat e dai giochi online. Nessuna meraviglia!".

    Meraviglia invece è quello che si prova se si pensa che questa forma di comunicazione connessa alle moderne tecnologie potrebbe avere origini tanto antiche quanto nobili, come ipotizzano alcuni utenti: "L'uso di abbreviare risale all'antichità - spiega ventus - vedi le note tironiane dell'antica Roma (un sistema di simboli per abbreviare le parole di uso comune, ndr). Anche Dante scrivendo la Divina commedia usava abbreviazioni. In latino dominus diventava, mi sembra, dmns. Supponete però che a trovare un simile messaggio sia un nostro discendente, con una grafia dell'italiano completamente diversa. Credete che riuscirebbe a capirci qualcosa?". "A quelli che si indignano sulla perdita di cultura delle giovani generazioni dico di andare a leggersi le epigrafi romane: erano anche loro un compendio di abbreviazioni, dovute alle caratteristiche intrinseche del mezzo (pietra) e alla mancanza di spazio e per risparmiare tempo. Quindi perché tanto moralismo", si chiede emmetieffe. "Non vi ricorda la scrittura incisa sui vasi e sulle tombe etrusche? - azzarda ilgiudizio - Loro usavano soprattutto le consonanti.. E' un ritorno al passato?".

    Quale che sia l'origine di tanta 'ermeticità' e la reale rappresentatività di questo manoscritto riguardo al modo di comunicare dei giovani, a conti fatti i 'preoccupati' per una potenziale degenerazione dell'italiano corretto sono più numerosi dei 'rilassati'. Rimane indecifrabile invece da che parte si schieri mononoke, che chiude le polemiche con una barzelletta: "Due cinquantenni stanno chiacchierando, ad un certo punto arriva un sms a uno dei due, che allontana l'apparecchio per vedere meglio e legge: tv1kdb. Allora fa all'amico: 'Secondo te che cosa vuol dire?'. E l'amico: 'Che te la sei scelta troppo giovane..!".




    http://www.repubblica.it/cronaca/201.../?ref=HREC1-10

  2. #2

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    menomale che repubblica si occupa di queste cose di vitale importanza per il nostro paese, in cui, se non fosse per grammatica e sintassi saremmo tutti felici, non ci sarebbero problemi di nessun genere.

    ma che ce ne frega di ste cose? è l'ennesima prova che la gente (compresi i giornalisti, che dovrebbero trattare cose un po'più serie e darci spunti su cui riflettere) ha spento il cervello..
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    Ward21

    I'm serious, me nah make no joke, ganja me smoke and not coke!
    Bounty Killer

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    John Holt

  3. #3
    Old Sage Member L'avatar di ganjak
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    Bah. Ho letto i 3 sms "incriminati", ho capito ogni singola parola, non ci vedo nulla di fantascientifico, sono solo abbreviazioni, se due persone scelgono di usarle per risparmiare caratteri e tempo, liberissime di farlo, il grave è quando ci si dimentica la vera lingua madre, cosa sempre più frequente nei ragazzi di oggi.
    Un punto in meno per Repubblica che si occupa di queste stronzate..

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