ITALIA - Eurobaromentro: italiani superstiziosi e poco interessati alle scienze

I cittadini europei sono molto piu' interessati alle scienze e alle sue scoperte che ad altri argomenti come per esempio lo sport, ma solo il 16% degli italiani si dice "molto interessato" alle informazioni scientifiche contro il 30% della media Ue. E' quanto emerge dall'ultima indagine Eurobarometro dedicata alla scienza e alla ricerca resa nota oggi a Bruxelles, che mette in evidenza anche il desiderio da parte dei cittadini Ue che l'Unione europea faccia di piu' in termini sia di finanziamento che di programmi di ricerca.
Se la gran parte dei rispondenti italiani all'inchiesta si mostra tendenzialmente in linea con la media Ue, per l'Italia pero' emerge anche un altro dato singolare: e' tra i paesi piu' superstiziosi d'Europa dietro solo a Lettonia (60%) e Repubblica ceca (59%), totalizzando un 58% di rispondenti che ritengono che alcuni numeri siano 'piu' fortunati' di altri per certe persone. Eppure, il 31% dei rispondenti italiani contro il 22% della media Ue ritiene che la scienza possa risolvere ogni problema, mentre solo il 36% contro il 57% Ue e' convinto del contrario.
Allo stesso tempo, se solo il 16% degli intervistati italiani afferma essere "molto interessato" alla scienza, quasi il 40% lamenta di essere "poco informato" sulle scoperte scientifiche e il 32% ritiene che nella vita quotidiana non sia importante avere conoscenze in merito.
A livello Ue, invece, i dati di Bruxelles mostrano come quasi l'80% dei cittadini sia interessato alla scienza e ai progressi tecnologici contro il 65% invece interessato piuttosto allo sport. Inoltre oltre il 70% degli europei ritiene che la ricerca finanziata dall'Ue diventera' sempre piu' inportante in futuro, cosi' come il 66% ritiene che i governi dovrebbero fare di piu' per fare interessare i giovani alle materie scientifiche. Il 57% degli intervistati e' poi convinto della necessita' che gli scienziati imparino a 'comunicare' meglio sul lavoro da loro svolto.
"La ricerca scientifica nei settori di punta sara' determinante per la riuscita della Strategia Ue 2020 e per mantenere la competitivita' europea", ha dichiarato la commissaria Ue alla ricerca, innovazione e scienza Maire Geoghegan-Quinn. "A termine, questo significa che i cittadini europei comuni devono sostenere la scienza e fare pressione perche' i governi e le imprese investano in questo settore", ha sottolineato la commissaria. E soprattutto perche' puntino sulle donne, ancora troppo poco presenti. Il 63% degli intervistati, infatti, si e' detto convinto che se piu' donne facessero ricerca il modo di farla migliorerebbe.