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Discussione: Bhopal: due anni di carcere per più di diecimila morti

  1. #1
    MoNio
    Guest

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    Bhopal: due anni di carcere per più di diecimila morti
    Scritto da: Dino Messina alle 17:11
    Tags: Bhopal Dominique Lapierre

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    E' di oggi la notizia che otto dirigenti della Union Carbide, tutti indiani, sono stati condannati a una pena massima di due anni di detenzione per l'incidente che nel 1984 causò la morte di oltre diecimila persone a Bhopal.
    Ripropongo qui l'intervista che feci a Dominique Lapierre in occasione della pubblicazione in Italia del suo saggio (in collaborazione con Javier Moro) "Mezzanotte e cinque a Bhopal". L'allora presidente della Union Carbide Corporation, Anderson, oggi ottantunenne, risulta latitante.

    Un po' Hemingway un po' Madre Teresa, come lui stesso scherzosamente si definisce, Dominique Lapierre è tornato in India per raccontarci con il suo stile inconfondibile, quello della Città della gioia per intenderci, una decina di milioni di copie vendute nel mondo, un altro pezzo di straordinaria umanità. Questa volta non siamo tra i diseredati di Calcutta, ma nella periferia di Bhopal, la capitale del Madhya Pradesh considerata fino alla tragedia del 2 dicembre 1984, quando la fuoruscita di gas tossico da una fabbrica della Union Carbide provocò almeno sedicimila vittime, uno dei gioielli della civiltà indiana. In Mezzanotte e cinque a Bhopal, il saggio scritto in collaborazione con il nipote Javier Moro e che è stato anticipato dal Corriere il 27 e 28 luglio, Lapierre ricostruisce con il ritmo del giallo il più grave incidente industriale della storia. Lo fa partendo dal punto di vista delle vittime. In particolare quello dei poveri abitanti delle bidonville sorte lungo i binari della ferrovia, non lontano dalla «spianata nera», dove nel 1980 fu inaugurata l' enorme fabbrica chimica in grado di produrre ogni anno cinquemila tonnellate di Sevin, il miracoloso pesticida che secondo le promesse della multinazionale americana doveva sconfiggere gli insetti nemici dell' agricoltura nel rispetto dell' ambiente e della salute dell' uomo.


    Dominique Lapierre, a Milano per il lancio del libro che esce oggi da Mondadori, ci mostra un barattolo verde con la scritta Sevin, ancora oggi in vendita negli Stati Uniti al prezzo di quattro dollari e mezzo, e una semplice bacchetta dall' estremità cilindrica con la quale, ci dice, sarebbe stato possibile evitare la tragedia. «Al momento dell' incidente, la fabbrica era ferma, e per gli ingegneri che la custodivano era impensabile un incidente, quanto lo è l' eventualità che un Concorde esploda mentre è fermo all' aeroporto Charles De Gaulle. A meno che, naturalmente, qualcuno non butti un fiammifero acceso nel serbatoio del carburante. Per la fabbrica di Bhopal il fiammifero fu rappresentato dall' acqua che dai tubi mai chiusi finì nella vasca contenente una enorme quantità di isocianato di metile, la micidiale sostanza necessaria alla produzione del Sevin che doveva essere assolutamente isolata».


    Perché parlare ancora di Bhopal a 17 anni dall' incidente?


    «Le risposte sono tantissime. Cominciamo dalla sfida letteraria: con Javier Moro, in due si lavora molta meglio a un' inchiesta internazionale, mi ha affascinato l' impegno di raccontare una favola che a poco a poco diventa un incubo. Gli ingegneri americani che negli anni Settanta contribuirono al progetto di quella fabbrica davvero erano desiderosi di migliorare le condizioni di vita dei contadini indiani. Purtroppo avevano sognato troppo in grande e quando se ne resero conto era troppo tardi. Come fu subito evidente, la produzione di Sevin era eccessiva e quindi i costi dovevano essere tagliati. Si cominciò licenziando i tecnici più bravi e si finì risparmiando sulla sicurezza. L' isocianato di metile deve essere tenuto a una temperatura di zero gradi centigradi. Per risparmiare cinquantamila lire di elettricità al giorno, furono ignorate le più elementari precauzioni. Il 2 dicembre 1984 a Bhopal c' era una temperatura di 19 gradi. A ciò si aggiunga che mai la Union Carbide ha rivelato l' esatta composizione del Sevin».


    Voi nel libro affermate che i morti per la fuoruscita del gas velenoso oscillano tra sedicimila e trentamila. Non esistono dati precisi?


    «Le stime ufficiali si avvicinano ai 2500 morti, ma è una sottovalutazione ridicola. Molte vittime non avevano documenti, nei giorni della tragedia da Bhopal partirono camion pieni di cadaveri destinanti a fosse comuni, tantissimi corpi furono buttati nel fiume... Nessuno saprà mai con esattezza le cifre della tragedia».


    Però si conosce il numero delle persone toccate dalla nube.


    «Almeno cinquecentomila. Di queste, centocinquantamila ancora oggi subiscono le conseguenze dell' incidente: cecità, insufficienza respiratoria, cancro all' utero. E, purtroppo, malformazioni genetiche per i figli delle persone investite dalla nube».

    La Union Carbide è stata costretta a un risarcimento?


    «Nessun responsabile ha mai pagato penalmente. Nel 1989 la Union Carbide ha versato al governo indiano 470 milioni di dollari, ma ben pochi di questi soldi sono stati utilizzati per i risarcimenti. Altri 50 milioni di dollari sono stati investiti in un enorme ospedale ultimato l' anno scorso, a 22 chilometri dal quartiere più colpito. Ma sono pochi i diseredati di quella bidonville che possono pagare 300 rupie, quanto una paga mensile, per raggiungere in risciò l' ospedale. Per questo noi ci siamo impegnati a sostenere una clinica vicino al quartiere dell' Orya Basti e a costruire entro un anno, utilizzando come sempre metà dei diritti d' autore, un ospedale in grado di fornire assistenza a mille persone al giorno. Ma il primo investimento servirà a portare acqua potabile: dal 1984 nessuno ha pensato di disinquinare i pozzi».


    Che fine hanno fatto quei 470 milioni di dollari?


    «Il nostro libro, appena pubblicato anche in India, ha avuto l' effetto di smuovere il governo: è stata creata una commissione d' inchiesta per accertare uno dei più gravi casi di corruzione nella storia del Paese».


    Una corruzione che non riguarda soltanto le alte sfere.


    «I poveri, cioè la maggioranza delle vittime, non sono mai riusciti nemmeno a formulare la domanda di risarcimento, perché non avevano i soldi necessari a corrompere i funzionari».


    Bhopal è una città a maggioranza musulmana. Che clima vi si respirava in questi giorni?


    «Ero a Bhopal l' 11 settembre. Le vittime dell' incidente alla Union Carbide erano davvero addolorate per quanto stava avvenendo negli Stati Uniti. Invece a New Dehli ho visto bruciare delle bandiere a stelle e strisce».


    Bhopal come Tolosa?


    «I due incidenti sono accomunati dall' ingenuità degli ingegneri laureati nelle migliori università, ma troppo fiduciosi nelle possibilità della tecnica».


    E' stato detto che Bhopal sia uno dei cattivi frutti della globalizzazione.


    «La globalizzazione non è né buona né cattiva, non condivido gli atteggiamenti alla Bové. Il libro si chiude con l' episodio del rappresentante della Monsanto che vende sementi geneticamente modificate a una delle eroine del nostro libro, Padmini. Non ho niente contro la tecnologia. Certo il venditore della multinazionale non ha avvertito i miei amici contadini che quelle sementi sono state manipolate non soltanto per essere più resistenti, ma anche per non riprodursi».



    http://lanostrastoria.corriere.it/20...rcere-per.html

  2. #2

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    terribile... ne avevo già sentito parlare...
    è una vergogna...

    thanks x l'articolo, prob comprerò il libro.

    ----- A Clockwork Bud ----- (ciclo autofiorenti)


    Alushinaji's pride and joy: BlueCheese, SuperCritical , MedicineBuddhaXCheechWizard


    La libera espressione delle mie idee non vuole essere un incitamento ad alcun tipo di attività illecita. Ogni riferimento a fatti, persone e cose nei miei testi è puramente immaginario e/o casuale. Le foto sono prese da archivi pubblici online.

    --- DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR ---

  3. #3

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    [nomedia="http://www.youtube.com/watch?v=LNhaPb-DsHY&feature=PlayList&p=19E29C8FAA216B86&playnext_ from=PL&playnext=1&index=15"]YouTube- Marco Paolini 1-4 Bhopal 2 Dic '84[/nomedia] è un interessante documentario di paolini so 4 pezzi
    relax, the future -is already unfolding- from long-planted seeds
    Vai con il tuo amore nei campi
    Riposa all'ombra.
    Quando vedi che i generali e i politicanti
    riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.
    Lascialo come un segnale della falsa pista,quella che non hai preso.
    Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,diverse nella direzione sbagliata.
    Pratica la resurrezione.
    (-Wendell Berry)

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