La strada verso Bushehr è sempre stata ingombra di ostacoli, eppure il momento sembra arrivato. Serghej Kirijenko, capo dell'Agenzia nucleare russa Rosatom, sta per volare a Teheran dove sabato 21 agosto assisterà all'inserimento del combustibile nucleare nel reattore della centrale di Bushehr, nel sud del paese. Un passaggio irreversibile, spiega Serghej Novikov, portavoce di Rosatom, la fase in cui gli impianti - dopo un'attesa di 40 anni - vengono elevati al rango di «installazione nucleare». Bushehr centrale chiavi in mano, la prima in Iran: un finale a cui i paesi occidentali, convinti che Teheran aspiri a dotarsi di armi atomiche, avevano sperato fino all'ultimo di non assistere.
Eppure Bushehr era nata proprio dall'Europa, un progetto avviato negli anni 70 dai tedeschi di Siemens e poi cancellato dalla Germania dopo la Rivoluzione islamica di Khomeini del 1979 e la guerra Iran-Iraq del 1980. La Russia subentrò nel gennaio 1995 nel cantiere danneggiato e saccheggiato, impegnandosi a costruire la centrale, a istruire i tecnici, a fornire l'uranio e a installare il reattore, del tipo VVER-1000. Si riuscì a recuperare, raccontano i russi, 12mila tonnellate di attrezzature lasciate dai tedeschi. Lì iniziò un processo tormentato, non solo per le pressioni degli americani che sospettano che l'energia nucleare iraniana sfoci in un programma di armamenti, ma anche per le divergenze tra iraniani e russi, che più di una volta hanno sospeso i lavori per i mancati pagamenti.
La messa in funzione della centrale sarà un procedimento lungo, terminerà a novembre. L'inserimento delle 165 barre di uranio richiede due-tre settimane, la prima reazione fissile avverrà a inizio ottobre. Ci sarà una cerimonia, a quel punto, per «salutare» l'arrivo del combustibile «al cuore del reattore», conferma Ali Akbar Salehi, capo dell'Agenzia iraniana per l'energia atomica. Sei settimane dopo, la centrale avrà raggiunto una potenza del 50%, e verrà collegata alla rete elettrica iraniana.
Agli occhi di Mosca, tutto questo non contraddice la recente adesione alle sanzioni contro l'Iran votate in maggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La centrale di Bushehr è monitorata dall'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, e Teheran ha accettato di riconsegnare alla Russia l'uranio utilizzato nella reazione, quello che potrebbe essere eventualmente arricchito in un programma di costruzione di armamenti. Gli ispettori dell'Aiea, osserva Salehi, sono stati invitati alla messa in servizio del reattore: «Il combustibile è sigillato - ha spiegato all'agenzia iraniani Fars - e gli ispettori devono essere presenti per poterlo prendere».


http://www.ilsole24ore.com/art/notiz...?uuid=AYCpUkGC