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Discussione: Il caso Mills-Berlusconi

  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da avalokitesvara Visualizza Messaggio
    Si, e neanche conclamata!
    Quella è la cosa fondamentale.

    E poi si lamentano dell'Iran! Certo, in Iran non puoi portare a passeggio dei cani senza essere frustato ed incarcerato, ma almeno hanno la sincerità di dirti che si trovano in una dittatura.
    Mezzo occidente americanizzato è sotto una dittatura.
    Tra le altre cose, le dittature in genere sono fatte per il "bene" del paese (per quanto sbagliato possa sembrare, bene o male, è così).
    Il problema italiano, invece, è che ci siamo ritrovati con una classe dirigente che del paese se ne sbatte altamente e ciuccia sangue a più non posso dallo stesso.
    E non parlo solo della "destra" (a mio avviso in italia non esiste nè l'una nè l'altra da un bel pezzo).
    Da quando è morto Berlinguer, la "sinistra", è diventata un ricordo dei libri di storia.
    Dicono che abbiamo il presidente della repubblica "comunista" (altro termine che odio utilizzare perchè mi sembra di stare a fare propaganda per Ilvio, a mio avviso il comunismo è più utopia dell'anarchia, ma vallo a dire alle persone...) quando in realtà è una mezza cartuccia democristiana filoberlusconista.
    Abbiamo deputati-marionette come Caruso o Vladimir Luxuria che a mio avviso sono stati scelti ad HOC, come a dire : "Guardate, siamo tolleranti e abbiamo anche i comunisti tra le nostre file".
    Per non parlare di tutti quei coglioni che siedono tra i banchi del PDL, per i quali non c'è bisogno di dilungarsi oltre, tanto sappiamo già tutto.

    Proprio questo mi fa rabbia. Sappiamo già tutto e sembra che non si possa fare nulla. Abbiamo internet, abbiamo i v-day, abbiamo tutto e abbiamo paura di perderlo.
    E ce lo stanno mettendo in culo.

  2. #12

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    Da mo! Da quando c'era la DC.....

  3. #13

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    La storia repubblicana è un ricorso storico, un ciclo che dopo 14 anni dalla nascita della seconda Repubblica ritorna al suo punto di partenza: la vittoria di Berlusconi. Così era nata la seconda Repubblica e così nasce la terza. Sì, paradossale. Soprattutto se si considera che un punto di partenza dovrebbe per definizione essere diverso da un precedente punto di partenza pena l'essere continuum. E a proposito di punti di partenza vorrei partire proprio da qui per iniziare un ragionamento sull' inadeguatezza del Cavaliere a governare. Snocciolare le trite incompatibilità del personaggio con la figura di premier sarebbe ripetitivo e ,voto alla mano, inutile. Voglio soffermarmi su pensieri di più ampio respiro iniziando dal conflitto di interessi...no, scherzo...dicevo...iniziando dal rapporto Berlusconi-istituzioni. La freddezza europea con cui è stata accolta la terza investitura de "l'unto del Signore" è già un chiaro sintomo di come sia visto il futuro premier in ambito internzionale. Il processo costituente europeo , l'agognato fronte comune che sorpassi i particolarismi nazionali trova in Berlusconi un impedimento. Sempre incline a vedere nell' Europa un ostacolo, un guinzaglio al collo, il premier ripaga la diffidenza dell' opinione pubblica europea con altrettanta diffidenza se non astio. Atteggiamento che riserva anche nei confronti di un' altra istituzione, questa volta tutta italiana: la magistartura. A proposito mi ricollego a quelle anomalie portate all'interno della democrazia con la discesa in campo dell'uomo più ricco d' Italia. Mi riferisco agli interessi personali berlusconiani che trovano uno scudo nel parlamento contro le indagini dei magistrati. Ripeto: non voglio indugiare sulle bizzarie di Berlusconi come primo ministro ma partire da queste per ricavarne qualcosa che riguarda il rapporto cittadini-istituzioni. Delegittimare l'operato della magistartura ed eliminare il punto cardine di questa istituzione ovvero l'indipendenza dal potere politico porta gravi conseguenzae nel tessuto sociale. Si sa, l' elettorato di destra (e non solo) si rispecchia molto nel Cavaliere. Da cio ne deriva un' emulazione che nei suoi risultati estremi porterebbe a una delegittimazione su più ampia scala. Se questa radicalizzazione avvenisse anche in parte in Italia si rinuncerebbe a quel minimo grado di civiltà e rispetto per le regole che ci appartiene. Continuando con l'elencare le inadeguatezze mi viene da pensare al liberismo di stampo tremontiano.Come una politica economica liberista possa conciliarsi con i dazi novecenteschi io non lo so. Se invece il protezionismo tremontiano si tradurrà nell' attuzione delle normative antidumping e altre tanto di guadagnato. Vedremo. Per passare all' economia nazionale l' inadeguatezza passa attraverso AN. Il partito dopo la svolta di Fiuggi rimane, sotto certi aspetti, un residuo del fascismo che proponeva una rigida economia su base corporativa. Come il processo di liberalizzazione, fondamentale per il nostro paese in quanto permetterebbe una riduzione dei prezzi di beni e servizi, avviata dal governo Prodi si coniughi con la difesa degli interessi di categoria anche questo è un mistero. L'elenco potrebbe continuare ma ,per ora, vorrei concludere con un accenno alla cultura politica propria del Cavaliere che vive la politica "come opportunità e non come responsabilità". Politica imbevuta di populismo ,male proprio della tele-democrazia, che si nutre di "insofferenza alle regole e diffidenza verso le istituzioni".

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