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Discussione: 21 giugno REFERENDUM ABROGATIVO

  1. #1
    Old Sage Member L'avatar di Mkb
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    Question 21 giugno REFERENDUM ABROGATIVO

    ciao a tutti,

    sto cercando di capirci qualcosa su questo cavolo di referendum.....
    comincio mettendo questo articolo, se qalcuno ha info o ne sa di più è invitato a chiarirci le idee....

    Quell' Imbarazzante Somiglianza con la Legge Acerbo

    Fino a oggi nessuno o quasi ha accostato la legge elettorale che uscirebbe da una vittoria dei sì al referendum alla legge Acerbo approvata dal fascismo nel 1923, che ebbe la prima e ultima applicazione l' anno seguente. Eppure le somiglianze tra le due leggi sembrano piuttosto evidenti. La legge fascista assegnava i due terzi dei seggi alla Camera (il Senato era all' epoca di nomina regia) al partito che avesse ottenuto almeno il 25 per cento dei voti. Analogamente, una vittoria del referendum Segni-Guzzetta farebbe attribuire la maggioranza assoluta dei seggi non più (come ora) alla singola lista bensì al singolo partito che ha avuto più voti. E questo senza la necessità di superare alcun quorum, com' era invece il caso della legge Acerbo che almeno imponeva di raggiungere un quarto dei suffragi perché il premio previsto potesse scattare. Avvicinandosi ormai la data della consultazione referendaria, nelle file dell' opposizione sono aumentati i dubbi sull' opportunità di votare sì. Eppure, l' obiezione di quanti, dopo aver sostenuto il referendum, sono passati ad avversarlo sembra basarsi soprattutto su considerazioni pratiche, utilitaristiche: oggi come oggi la nuova legge elettorale prodotta da una vittoria del fronte referendario non solo darebbe la maggioranza assoluta al PdL ma (grazie alla sua alleanza con la Lega in Parlamento) fornirebbe all' attuale presidente del Consiglio i numeri per riformare la Costituzione senza dover poi sottostare all' alea di un eventuale referendum popolare (che già una volta bocciò una riforma costituzionale del centrodestra). Nessuno sembra invece intenzionato ad utilizzare l' argomento polemico della effettiva somiglianza tra la eventuale nuova legge elettorale e quella preparata a suo tempo dal fascista Acerbo. E se ne può intuire la ragione. Fino ad oggi è capitato più volte che esponenti dell' opposizione accostassero il governo attuale al Ventennio, Berlusconi a Mussolini. Ma sarebbe un po' imbarazzante dichiarare che una vittoria dei sì darebbe forse a quel paragone un fondamento obiettivo, del quale però Berlusconi stesso - referendario dell' ultima ora - non potrebbe in alcun modo essere incolpato. Giovanni Belardelli

    Belardelli Giovanni

  2. #2
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    Sicuramente voterò si al terzo quesito... Del primo e del secondo ( che sono la stessa cosa praticamente) ci devo capire qualcosa di più.

  3. #3

  4. #4

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    Perché voti si al terzo quesito?? Te lo chiedo perché inizialmente anch'io pensavo di votare si...Poi, pensandoci su, mi sono chiesta: "se io voglio votare un candidato del sud, perché mi rifletto in quello che vuole fare?" Non potrei, perché si può candidare solo in una circoscrizione...Quindi penso di votare no...

  5. #5
    Old Sage Member L'avatar di Mkb
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    ciao a tutti,

    visto che da un pò di tempo ho una forte ammirazione per la Sen. Donatella Poretti, vi quoto la sua opinione sul referendum

    Perche’ votero’ e votero’ no ai tre referendum elettorali del 21 e 22 giugno

    Il 21 e il 22 giugno andro’ a votare. Riconosco enorme importanza allo strumento referendario e non disertero’ le urne, anche a rischio di far vincere i si’.
    La seconda scheda elettorale che la Costituzione assegna ai cittadini con cui correggere l’operato dei legislatori, il referendum abrogativo, e’ stata bistrattata fin dall’inizio e non e’ un caso che per avere la legge che istituisce il referendum (1970) si siano dovuti aspettare tanti anni lasciando la carta costituzionale lettera morta. Poi quando si e’ iniziata ad utilizzare si sono trovate da piu’ parti modalita’ diverse per umiliarla: sentenze della Corte Costituzionale che ammettevano alcuni quesiti e non altri per meri calcoli politici; ammissibili solo quesiti che non lasciassero un vuoto legislativo e che fossero applicativi; elezioni anticipate per spostarli e dare tempo al legislatore di modificare la legge; modifiche normative fatte in fretta per evitare che i cittadini si esprimessero; campagne referendarie fantasma in cui l’informazione scompariva; il quorum mancato grazie ai morti iscritti nelle liste elettorali; quesiti vinti e traditi dal Parlamento (Tortora e la responsabilita’ civile dei magistrati, il finanziamento pubblico ai partiti, il ministero dell’Agricoltura e del Turismo, le leggi elettorali…); non ultime le date scelte per le consultazioni sempre piu’ in estate avanzata. Quest’anno poi con la sola eccezione in Parlamento dei radicali, modificando ad hoc la legge referendaria e prorogando di una settimana il termine previsto. Nulla impedira’ la prossima volta di indirli in pieno agosto, o di spostarli per anni.

    Il referendum abrogativo, non puo’ essere considerato uno stimolo per il legislatore, una sorta di sondaggio qualificato che indica una strada da percorrere. Il referendum abrogativo cancella una legge o una parte di essa e risulta immediatamente applicativo. Ogni volta che il legislatore ci ha rimesso le mani sopra, lo ha stravolto o tradito.

    Gli effetti dei tre quesiti referendari di oggi sarebbero di modificare la legge elettorale di Camera e Senato per consegnare al solo partito che ha preso piu’ voti il premio di maggioranza (e non piu’ alla lista di partiti che si e’ presentata come coalizione elettorale), mentre con la terza scheda si eliminerebbe la pratica delle candidature multiple che permette ad un leader di partito di presentarsi in piu’ collegi e solo dopo di scegliere quello in cui risultare eletto. Una pratica che permette attraverso il gioco delle opzioni di far scattare un seggio in un collegio piuttosto che in un altro, facendo quindi dipendere l’elezione dalle scelte di un altro candidato e non dal voto degli elettori. Con l’approvazione del quesito si sposterebbe temporalmente questa scelta, ossia si anticipa a prima delle elezioni, ma sempre alle segreterie dei partiti spetterebbe, mentre all’elettore resterebbe solo la possibilita’ di ratificare. Effetti importanti si potrebbero avere solo per i piccoli partiti a leadership forte, come quello radicale ad esempio. Non si risolverebbe quindi il problema principale dell’attuale legge elettorale, che invece il referendum ratificherebbe, ossia dell’impossibilita’ per gli elettori di scegliere i candidati, ne’ con il sistema delle preferenze, ne’ con quello ancora piu’ affidabile dei collegi uninominali maggioritari dove il candidato che prende piu’ voti vince, principio su cui si basano le democrazie anglosassoni.

    Gli altri due quesiti referendari, nati con l’obbiettivo di far governare chi vince le elezioni, quando il Governo Prodi si trovava alle prese di una coalizione di sette e piu’ partiti, oggi hanno perso il loro principale obbiettivo, visto che il risultato di avere coalizioni fatte da uno o due partiti e’ gia’ stato ottenuto. Non e’ a rischio la governabilita’ di Berlusconi, cioe’ di avere due partiti che lo sostengono in Parlamento e che oggi si sono spartiti il premio di maggioranza, invece di uno solo. Avrebbero potuto cambiare i rapporti di forza interni fra Pdl e Lega, ma non credo che sia per questo utile votare si’ al referendum, mentre capisco perche’ la Lega inviti a votare no, come pure Berlusconi avesse fatto un pensierino a votare si’…
    Ma oltre gli interessi dei singoli partiti, non si vede l’interesse per il cittadino per la modifica che uscirebbe dalle urne.
    E siccome non credo al referendum stimolo, sondaggio che dia al legislatore una indicazione, ma credo che il voto e l’esito siano sacri, non vorrei che poi il Parlamento ci rimetta le mani. E se valuto la legge attuale e quella che uscirebbe dalle modifiche referendarie, il giudizio resterebbe invariato: una schifezza, o come l’ha definita il suo autore, il ministro Roberto Calderoli, una porcata.
    Una legge che demanda alle segreterie la compilazione di liste bloccate, e all’elettore l’unica arma della ratifica. Gli eletti resterebbero nominati e il controllo dell’elettore potrebbe essere indirizzato solo al partito e alla segreteria che ha compilato le liste dei candidati. Un meccanismo volto a scoraggiare l’eletto a svolgere appieno il suo compito di parlamentare che, come indica la Costituzione, e’ senza vincolo di mandato, perche’ il mandato non gli viene affidato dagli elettori ma dall’oligarchia del suo partito, a cui interessera’ avere parlamentari affidabili e fidati, disponibili anche a piegare gli ideali in nome dell’obbedienza e della eventuale rinomina.

    Mi sono avvicinata alla politica militante attraverso un banchetto radicale che raccoglieva delle firme per i 18 referendum del 1995. Subito dopo aver apposto la mia firma ho iniziato a chiedere le firme passando dall’altra parte del banchetto radicale. Ammiro quei Paesi come la Svizzera e gli Usa che utilizzano questo strumento di democrazia diretta con costanza e dando il giusto rilievo.
    Credo troppo allo strumento referendario per non andare alle urne e poi lasciare dire che agli elettori piace l’attuale legge (come e’ stato detto dopo l’astensionismo per la legge 40 sulla procreazione assistita); credo troppo allo strumento referendario per non valutare l’esito del referendum ed avere una legge elettorale che non risolva i nodi della rappresentanza e che per assurdo la confermerebbe!
    Se poi qualcuno crede che l’attuale maggioranza parlamentare sarebbe in grado di migliorare la legge come conseguenza dello stimolo referendario, puo’ gia’ iniziare a documentarsi sui possibili effetti: dimezzamento del numero dei parlamentari-nominati, voto solo al capogruppo nell’ottica di uno svilimento sempre piu’ aggressivo della democrazia, trasformazione di Camera e Senato in organi di ratifica del Governo di turno. Un presidenzialismo e un maggioritario con i pesi e contrappesi dei sistemi democratici anglosassoni o un regime partitocratico perfezionato?

  6. #6
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  7. #7

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    TI DIRANNO CHE E’ INUTILE.
    MA INVECE IL 21 GIUGNO E’ UNA DATA CHE POTREBBE CAMBIARE LA STORIA DEL PAESE.
    Molti politici ti dicono che è un referendum inutile. Altri che tutti i referendum sono inutili.

    CHE COSA PUO’ SUCCEDEDERE CON IL TUO VOTO
    I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.
    E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Ma ve lo immaginate Obama che va in televisione a dire che non potrà fare una grande riforma perché un alleato di governo minaccia di farlo cadere? Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.

    Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento.
    Credo che una politica migliore sia possibile. E credo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini hanno fatto sentire la propria voce.

    L’UNICA ARMA E’ IL REFERENDUM
    Vogliamo una politica più semplice. Meno partiti e più decisioni utili alla gente.
    Vogliamo una politica in cui i parlamentari non siano nominati dalle segreterie dei partiti ma scelti dagli elettori.
    Vogliamo che i cittadini il giorno delle elezioni possano scegliere il partito che si assume la responsabilità di governarli senza dover fare continuamente compromessi con i ricatti dei propri alleati.
    E’ per questo che, insieme a tanti altri, ho deciso di impegnarmi in prima persona. E, da cittadino, insieme a tanti altri cittadini, l’ho fatto con l’unico strumento che la Costituzione ci offre: il referendum.
    Certo la politica avrebbe potuto farlo. Ma sono anni che non lo fa e si perde in chiacchiere. Chissà perché? Oggi ci vuole una scossa e con mezz’ora del tuo tempo andando a votare per il referendum puoi contribuire a darla.
    Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone. (fonte: referendumelettorale.org)
    ECCO PERCHE’ IO VOTERO’ 3 VOLTE SI …passate parola!
    The Fight will go on and we will OVERGROW the World!
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  8. #8

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    Io voterò due no ed un si.
    No ai primi due quesiti: credo che la coalizione sia un'assicurazione sulla democrazia (o presunta tale)..non oso pensare cosa succederebbe se al governo ci fosse un solo partito (ad esempio quello di Berlusconi)..e l'opposizione non potrebbe fare nulla..
    Infatti se vincessero i sì il partito di maggioranza relativa avrebbe il 55% dei seggi...quindi si avrebbe la situazione che il partito X con il 35% dei voti avrebbe il 55% dei deputati..ed il restante 65% dei voti avrebbe solo il 45% dei deputati..

    Al terzo mi sembra ovvio votare sì..le candidature multiple sono uno dei metodi escogitati per eleggere impresentabili...mi spiego: io con il mio bel faccione sorridente mi candido ovunque, la gente mi vota ma io pur risultanto eletto ovunque non mi posso clonare per occupare tutti i posti a cui avrei diritto..ecco che ovunque tranne che in un posto (che tengo per me) mi subentra il primo dei non eletti del mio partito..personaggio che se si fosse presentato con la sua faccia non avrebbe avuto 2 voti ma visto che il seggio l'ho vinto io per lui ecco che può sedersi pure lui in parlamento...

  9. #9

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    relax, the future -is already unfolding- from long-planted seeds
    Vai con il tuo amore nei campi
    Riposa all'ombra.
    Quando vedi che i generali e i politicanti
    riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,abbandonalo.
    Lascialo come un segnale della falsa pista,quella che non hai preso.
    Fai come la volpe, che lascia molte pi tracce del necessario,diverse nella direzione sbagliata.
    Pratica la resurrezione.
    (-Wendell Berry)

  10. #10

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    Citazione Originariamente Scritto da Eshya Visualizza Messaggio
    Perché voti si al terzo quesito?? Te lo chiedo perché inizialmente anch'io pensavo di votare si...Poi, pensandoci su, mi sono chiesta: "se io voglio votare un candidato del sud, perché mi rifletto in quello che vuole fare?" Non potrei, perché si può candidare solo in una circoscrizione...Quindi penso di votare no...
    Perchè uno si candida per migliorare qualcosa in un posto di cui conosce i problemi e gli stà a cuore(cioè ci vive) e non per provarci ovunque, vedere come và, scegliere dove andare e dare gli altri posti a gente in coda che non sarebbe stata eleggibile ne eletta.

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