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Discussione: Legge sulle Intercettazioni, ne parla Travaglio

  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da GiO4:20 Visualizza Messaggio
    si lo so... lo conosco... enfatizzavo....

    e dato che per me e' un coglione, mi chiedevo che valore potesse avere un qualcosa che dice costui....
    averne coglioni come lui!! Ovviamente le cose che dice non hanno valore,, è un giornalista e fa infor,mazione a modo suo...
    Dicono molte più coglionate i nostri amati politici e quello che dicono loro purtroppo ha molto valore!
    Tutti muiono, ma non tutti vivono veramente

    Ogni riferimento a fatti, persone e cose nei miei testi è puramente immaginario e/o casuale. Le foto sono prese da archivi pubblici online.

  2. #12

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    tranquo randagio l'ho sottilineato solo perchè è giusto dare un merito ad anno zero...

    IO non guardo mai la tv ma ho avuto modo di incontrare Santoro quando era candidato al palamento europeo e devo dire che mi ha molto colpito come uomo... meno come giornalista, travaglio ciò che dice lo scrive e lo firma... molto meglio di chi dice e ritratta... o di chi dice e non ritratta ma dice minchiate del calibro "mangano è un eroe" e sfido chiunque a smentirmi...

    PS
    travaglio deve pagare non ricordo quanti milioni per uan trasmissione di luttazzi (satiricon) in cui si parlava di berlusca e dei suoi movimenti, gli stessi per cui è stato inquisito... nessuna novità sotto la luce del sole, ma dirlo in tv e a mediaset è troppo.... bastardi comunisti infami... fuori. e pagate!
    dalla calabria col furgone

  3. #13

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    se guardasse da tutte le parti sarebbe piu' credibile ma, guarda solo
    dove gli fa' comodo... si e' creato una nicchia e su questa ci marcia.

  4. #14

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    Citazione Originariamente Scritto da GiO4:20 Visualizza Messaggio
    se guardasse da tutte le parti sarebbe piu' credibile ma, guarda solo
    dove gli fa' comodo... si e' creato una nicchia e su questa ci marcia.
    ha trovato il suo ruolo ok, ma mica può parlare di tutto... Comunque ripeto, sempre meglio di molti altri giornalisti leccaculo..
    Tutti muiono, ma non tutti vivono veramente

    Ogni riferimento a fatti, persone e cose nei miei testi è puramente immaginario e/o casuale. Le foto sono prese da archivi pubblici online.

  5. #15

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    Citazione Originariamente Scritto da GiO4:20 Visualizza Messaggio
    se guardasse da tutte le parti sarebbe piu' credibile ma, guarda solo
    dove gli fa' comodo... si e' creato una nicchia e su questa ci marcia.
    forse non segui molto gli interventi di travaglio, ma di solito lui non risparmia nessuno nè a destra nè a sinistra...penso che sia un giornalista con i controcoglioni anche se essendo un essere umano a volte può sbagliare, ma di sicuro è uno che si informa e racconta le cose scomode che tutti gli altri servi giornalisti ignorano....
    "Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla." 1Corinzi 6:12

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da PANZA Visualizza Messaggio
    PS
    travaglio deve pagare non ricordo quanti milioni per uan trasmissione di luttazzi (satiricon) in cui si parlava di berlusca e dei suoi movimenti, gli stessi per cui è stato inquisito... nessuna novità sotto la luce del sole, ma dirlo in tv e a mediaset è troppo.... bastardi comunisti infami... fuori. e pagate!
    ha vinto travaglio la causa, berlusconi e mediaset hanno dovuto pagare i costi del processo

  7. #17

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    Citazione Originariamente Scritto da GiO4:20 Visualizza Messaggio
    specialmente se ci paragoniamo ad altri paesi....
    io sinceramente, quando ho visto quanto spende l'america confronto a noi,
    ci sono rimasto un pochino male!!!!
    come cazzo fa' una nazione che e' 4volte piu' grande di noi, a spendere 4 volte di meno!?!?!?!?!?!?!?! forse un problemino ce'?!??!?! ma forse!!!!
    poi pero' ho scoperto che abbiamo anche 500.000 (cinquecentomila) auto blu,
    con rispettivi autisti... alche' non mi sono scandalizzato piu' di tanto...
    A quanto dice travaglio, e non ho ancora trovato una smentita (ciò non vuol dire che sia verità assoluta), gli USA e le altre nazioni con le quali sono paragonati i costi delle nostre intercettazioni sostengono spese minori per un motivo che cito direttamente da lui:
    "..E poi non è vero che abbiamo troppe intercettazioni rispetto agli altri paesi, perché negli altri paesi non si sa quante siano le intercettazioni. L’unico paese di cui con certezza si sa quante intercettazioni si facciano è l’Italia. Per quale motivo? Perché in Italia le può fare soltanto la magistratura e risultano tutte, dalla prima all’ultima, con tanto di autorizzazione di un giudice terzo. Mentre all’estero le fanno i servizi segreti, le forze di polizia, senza nessun controllo. Pensate, in Inghilterra le fa perfino il servizio ambulanze. Ci sono 156 enti, compresi gli enti locali, che possono fare le intercettazioni. In America le fa la SEC, che è l’equivalente della nostra CONSOB, solo che quella funziona e che controlla appunto le attività di borsa.
    Quindi in Italia non è vero che ce ne sono di più, le controlliamo tutte. Mentre all’estero ci sono, ma non incontrollate, quindi non si sa quante sono."

    Se qualcuno di voi potesse riportare smentite a queste affermazioni sarebbe tanto di guadagnato, ma per ora sembrano semplicemente portare alla luce l'ipocrisia di quegli stessi politici che, mentendo pubblicamente in diretta TV, sostengono che le intercettazioni alla clinica Santa Rita sarebbero state effettuate anche con la legge che si propongono di introdurre (in quanto l'attuale capo d'imputazione è omicidio), "dimenticandosi" invece che le ipotesi di reato iniziali per le quali sono state richieste erano "truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche" e "falso in atto pubblico". Entrambe escluse dall'attuale disegno di legge.
    Non so voi, ma io mi sento parecchio preso per il culo. E se dovessi sprecare l'aggettivo coglione non sarebbe certamente per Travaglio, ma anzi per quel burattino privo di vergogna del ministro della giustizia.

  8. #18

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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Visualizza Messaggio
    ha vinto travaglio la causa, berlusconi e mediaset hanno dovuto pagare i costi del processo

    meglio così.. era per esprimere un concetto ;)
    dalla calabria col furgone

  9. #19

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    e te lo credo che non ha ancora trovato smentita….
    come fai a smentire un sospetto???? e’ un po’ come dire:
    i comunisti mangiavano i bambini… quanlcuno puo’ smentire??

  10. #20
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    ARRESTATECI TUTTI

    L’altro giorno, fingendo di avanzare un’”ipotesi di dottrina”, Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai ”dittatori democratici” e ha spiegato: “Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c’è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall’interno. Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura… si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere ‘transitivo’ che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo”. Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l’indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l’informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l’esercito per le strade.

    Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell’informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all’inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie “non più coperte da segreto”, perché anche su quelle cala un tombale “divieto di pubblicazione” che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro “contenuto”. Non si potrà più riportarli né testualmente né “per riassunto”. Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente.

    L’inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l’Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all’apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l’opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano.

    Chi scrive qualcosa è punito con l’arresto da 1 a 3 anni e con l’ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene - detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov’è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l’accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica l’ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano.

    E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l’Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l’indagine, prim’ancora che venga eventualmente condannato. A ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi quattro articoli, non lavori per un anno, e così via. Così ti passa la voglia d’informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato.

    D’ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il “nuovo” reato vien fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l’editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie che interessano agli editori: quelle che danneggiano i loro concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l’editore si sobbarca volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio di veder finire in tribunale la sua società). La libertà d’informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate? Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano.

    Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore possa più distinguere l’una dall’altra. Tutto ciò, s’intende, se i giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio.

    Personalmente, annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie “riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

    Marco Travaglio

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