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Risultati da 121 a 130 di 136

Discussione: 2 Nov. 2010 - Proposition 19 - California verso la legalizzazione

  1. #121
    erfumo
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    Citazione Originariamente Scritto da filo Visualizza Messaggio
    sara follia ma io la vedoo esattamente come konfa.......
    nel giro di qualche annno sarebbe andato tutto alle multinazionali.....
    a parte la veduta... qual'e' il tuo pensiero.....

  2. #122

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    konfa è l'unico che ha espresso il vero sentimento di questa votazione...
    ecco perchè nell'emerald hanno votato no..
    ragazzi è difficile giudicare questioni così a migliaia di km di distanza perchè non si trattava solo di legalizzazione o no ma anche il come è importante in uno stato dove è già praticamente libero fumare!

  3. #123

  4. #124
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    mmmm ragazzi nel giro di qualche anno il cannabusiness per me va lo stesso in mano alle multinazionali...ma questo è un errore di chi ha voluto lanciare il sistema cannabiz...e non è neanche giusto che rimanga agli exhippie perchè cosi si fanno biz solo loro..in una legalizzazione il fatto è che dipende tutto da chi ha già qualcosa in mano,se si vende arriva la multinazionale se non si vende e si accontenta e diventa competitivo allora rimane indipendente.
    comunque in linea di massima decide sempre chi ne è a "capo" di sto business e comunque vorrei capiste che se volete la legalizzazione,bisogna combattere e sopratutto per chi fa business essere competitivi!per come siamo messi adesso,che non siamo competitivi per niente,una multinazionale potrebbe assorbire il pezzo piu grosso della fetta in pochissimo tempo e non è detto che già qualcuno non si sia già venduto,gli shop "piccoli" in questo caso non centrano niente,parlo di cannabiz a livelli seedbank anche li conosciute e co..

  5. #125
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcoitaly Visualizza Messaggio
    ..
    ragazzi è difficile giudicare questioni così a migliaia di km di distanza perchè non si trattava solo di legalizzazione o no ma anche il come è importante in uno stato dove è già praticamente libero fumare!

    condivido in pieno non si tratta solo di legalizzare o no,ma come.....
    "mi nascondo mostrandomi"

    a me non interessa il gusto interessa lo sballo Cit.
    Le foto sono prese da archivi pubblici online.
    vivendo in un paese proibizionizta mi concedo il "lusso" di "sognare"......

  6. #126

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    In California non è per niente libero l'uso di Cannabis.. Non capisco alcuni punti del pensiero di konfa , marcoita e altri... Secondo voi è già praticamente legalizzata la Cannabis in California? No perchè questi dati del "Center on juvenile and criminal justice" non dicono esattamente la stessa cosa:



    Da questo dato si capisce bene che la repressione contro l'uso e consumo di Cannabis anche in California è ancora fortissima

    Da quest'altro dato si intuisce come nel 2008 ci sono stati 61.388 arresti per il solo possesso di Cannabis nella sola California, rispetto ai 20.800 arrestati nel 1990


    Da quest'ultima tabella invece risulta che Humbold County (Emerald Triangle) sia un paradiso per i grossi grower illegali ma pe rle persone comuni lo prendono in quel posto..



    Questi semplici tre dati basterebbero a qualunque attivista per far passare la prop. 19 ,, mentre per molti di voi NO.. Ed io vi chiedo : ma non eravate voi che non auguravate la galera a nessuno ? Sostenendo il NO , non tanto indirettamente, vi siete garantiti l'arresto di 70.000 persone all'anno solo nello Stato dellla California...
    Ed il fatto delle multinazinali, ok, ma se ha vinto il No è solo perchè molti pensano che la Monsanto o la Philipe Morris se la possano creare personalmente ed illegalmente , mantenendo il prezzo della cannabis sempre alto....
    Io invece penso che una legge così libertina non sarà mai più presentata in California e che abbiano perso una grossa opportunità...
    Qualsiasi riferimenti a fatti e persone realmente esistenti puramente casuale, le fotografie sono state reperite in album pubblici presenti sul web.


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  7. #127

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    Penso che i divieti e la repressione ci abbiano fatto diventare tutti cinici ed avidi.. Dovremmo basare le leggi future sulla Cannabis come viene regolato il commercio di alcool e tabacco che potrebbero essere compatibili con la Cannabis (anche se molto più dannosi)..
    Si potrebbe fare una visita della cantina di Chianti e poi con il bus passare da una coltivazione di Cannabis con esposizione e vendita di Cannabis e ristorante annesso.. Nessun limite alla quantità ma solo come ti comporti durante l'utilizzo. Ma dovremmo trattare noi stessi come degli adulti responsabili... E non so se tutti sono daccordo..
    Qualsiasi riferimenti a fatti e persone realmente esistenti puramente casuale, le fotografie sono state reperite in album pubblici presenti sul web.


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  8. #128
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    beh io te e mlti altri grammo penso che potremmo essere daccordo,ma quelli che con la cannabis fino adesso ci hanno fatto soldi a palate come gli hippie che curano le colture ad humbolt,o come gli ex hippie o businessari delle seedbank non sarebbero daccordo...ragazzi io sono dell'idea che se volevano davvero tutti la legalizzazione ci sarebbe stato un cambiamento rendendo accessibile il nostro mondo anche al contadino..ma ripeto con il prezzario attuale non arriviamo da nessuna parte ne siamo competitivi ne i nostri grossi credo che abbiano intenzione di arrivarci...se fossero solo i governi,ma qua ci si mettono anche chi della cannabis ci ha fatto un business enorme...la gente per forza è daccordo alla legalizzazione,liberalizzazione o quello che volete,sono i coltivatori,le seedbank,le grosse compagnie attorno che sanno bene che se legalizzano non possono permettersi di fare prezzi cosi perchè verrebbero assorbiti da qualcuno di piu furbo o di piu grosso...noi non facciamo parte di questo sistema,ma indirettamente o volutamente ne abbiamo creato un altro piu monopolizzato del sistema dove tutti viviamo...troppa speculazione gira attorno a sto mondo e non smettero mai di ripeterlo e qui avete una delle risposte del perchè la gente non si avvicina,non dobbiamo avvicinare chi già conosce la cannabis,ma diventare una realtà per chi non la conosce..
    e quoto anche ciò che dice grammo.

  9. #129

  10. #130
    MoNio
    Guest

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    spero di non essere frainteso.....ci sono delle ottime motivazioni sia per il si che per il no.....

    non è un discorso facile a mio avviso e non è facile entrare nella testa dei californiani........

    Io sicuramente avrei votato SI......ma ritengo valide le considerazioni "intelligenti" di chi può pensarla differentemente.....infatti ripropongo quello che dice questo signore che a mio avviso tocca dei punti salienti sull'argomento legalizzazione.....

    Citazione Originariamente Scritto da MoNio Visualizza Messaggio

    PAGANI SILVIO, 1995, L’addomesticamento della molecola selvaggia. Tabacco e cannabis a confronto, Altrove, vol. 2, pp. 67-75.

    La legalizzazione di una "droga" viene sempre intesa, e purtroppo realizzata, come
    monopolio statale, e non ci si illuda che i nostri governi si comporterebbero diversamente
    nei confronti della cannabis. Confesso, tuttavia, che ho incontrato,
    sorprendentemente, molti illusi su tale questione, così come, numerosi sono coloro che
    non si sono neppure accorti di questo "piccolo particolare" Il sopraggiungere, nel
    nostro paese, di governi con programmi d'azione di tipo imprenditoriale, e l'infiltrazione,
    in questi, di compromesse personalità farsamente autoproclamatesi bandiere di un
    "antiproibizionismo" d'élite e puritano, che ben poco ha avuto a che fare con il puro
    amante e consumatore della cannabis e con i suoi diritti,
    anche questi fattori non
    favorirebbero di certo la smonopolizzazione dell'idea di legare (legalizzare) la marijuana.
    Vale forse la pena ricordare che il monopolio sulla cannabis comporterebbe, fra
    l'altro, l'impossibilità di coltivare la pianta, allo stesso modo in cui - come è noto -
    nessun europeo è attualmente libero di coltivare piante di tabacco. .
    Un luogo comune dell'/mager/e dei consumatori di cannabis - forse il più comune - è
    quello di vedere finalmente la marijuana venduta in tabaccheria: entrare nella tabaccheria,
    proprio quella che sta sotto casa, acquistare a basso costo la marca di sigarette di
    marijuana preferita, e accendersene una appena usciti dal negozio, di fronte a tutti. È
    stato e continua a essere iI sogno di tanti. Ma siamo proprio sicuri che la drastica rottura
    che in tal modo si verificherebbe nel rapporto personale con la pianta, già fortemente
    precarizzato dal proibizionismo, non ne comprometterebbe gli effetti, come sembra si
    sia verificato per il tabacco?
    Nella nostra società, l'opera di desacralizzazione della cannabis è in atto da tempo.
    Ciascun consumatore di marijuana ne è a suo modo responsabile, per lo più inconsapevole
    Gli effetti psicoattivi della pianta sono ancora ben percepiti e vissuti dai
    consumatori, ma il processo di "disattivazione" delle sue potenzialità enteogeniche
    appare iniziato, o per lo meno, nulla fa ritenere il contrario.
    Quanti fumatori di marijuana o di hashish ricordano i loro primi "jo/n!' accompagnati
    da esperienze di tipo "psichedelico", e che solo di rado - fra i consumatori abituali - si
    sono in seguito ripresentate. E quanti, sempre fra i consumatori abituali, riconoscono
    gli effetti "più psichedelici" dei joint fumati dopo un lungo periodo di astinenza; sono
    anche in molti a ricordare come i joint più "rivelatori", nella loro esperienza con la
    cannabis, quelli costruiti con potenti marijuane tropicali, fumati sul luogo di produzione,
    lontani dalla propria routine quotidiana di approccio alla pianta. Ancora, i consumatori
    quotidiani di cannabis e dei suoi derivati sono ben consapevoli, a proprie spese,
    che nel rapporto personale con questa pianta non è tutto "rosa e fiori".
    È probabile che nell'individuale opera quotidiana di profanazione della cannabis,
    attraverso il suo utilizzo nei più disparati contesti ariflessivi, si celi il primo germe di
    quel processo culturale-fisiologico che trasforma una pianta sacramentale in una droga
    sociale.
    Non c'è uomo al mondo più profanato re di se stesso dell'uomo di cultura occidentale,
    e il suo rapporto con i suoi sacramenti è da secoli disastroso.
    Estrapolando la visione pessimista qui maturata, la fantasia porterebbe - in analogia con
    quanto èaccaduto per il tabacco - a vedere in futuro applicato alla cannabis (sempre che,
    appunto, non sia già iniziato) quel processo di "addomesticamento della molecola
    selvaggia", mediante il quale siamo soliti trasformare, nel giro di poche generazioni,
    piante sacramentali in droghe sociali, socialmente (massivamente) "accettabili", con gli
    effetti originari in un qualche modo "disattivati". Andando ancora più in là con la
    fantasiosa analogia con il tabacco, con la definitiva accettazione (monopolizzazione)
    della cannabis da parte dei governi occidentali, correremmo il rischio - e se non noi, le
    future generazioni - di vedere un giorno la marijuana venduta in tabaccheria come una
    inefficace droga cancerogena
    È una visione indubbiamente pessimista quella qui presentata, e, fortunatamente, non
    è la migliore di cui disponiamo. Tuttavia, ritengo opportuno sottolineare, la nocività di
    qualunque tipo di monopolio governativo sulla cannabis, e che una vera Iiberalizzazione
    dovrebbe permettere la libertà individuale di coltivare la pianta per uso personale
    Solo
    con questa libertà, sarebbe forse possibile svincolare dal vizioso meccanismo dell'accettazione
    governativa di una pianta sacramentale, mediante la sua monopolizzazione
    e trasformazione in droga sociale.
    Piuttosto che sognare Manifatture Stata Ii per la cannabis, in sostituzione delle attuai i vie
    del narcotraffico, sarebbe meglio pensare questa pianta libera di crescere nei luoghi
    dove verrebbe amata, presso le aree socio-culturali della consapevolezza e del godimento
    dei suoi benefici, dove ben meriterebbe di esistere e di donarsi in santa pace·
    Libera di scegliere e di venire liberamente scelta.

    La "marijuana in tabaccheria" significherebbe una sconfitta del nostro rapporto con la
    pianta di Shiva, e, in ultima analisi, con lo stesso Shiva.

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