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Discussione: [open source] Sottosuono Open Lab

  1. #1
    Old Sage Member L'avatar di Mkb
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    Lightbulb [open source] Sottosuono Open Lab

    Un esperimento di libertà: dall'informatica alla cultura e viceversa...
    Sottosuono Open Lab
    Dal progetto Sottosuono nasce un laboratorio sul free software e l'open source...
    28 / 10 / 2009


    Imprescindibile libertà, è da questo concetto troppo spesso travisato che parte la nostra esperienza. Si tratta di informatica, produzione musicale, artistica o più in generale culturale.

    Un sistema operativo totalmente libero? Creato da una comunità di sviluppatori che sono allo stesso tempo utenti? Con possibilità di utilizzo, modifica e ridistribuzione da parte di chiunque? Che pazzi questi informatici.

    La volontà di condividere liberamente il proprio lavoro, nata nell'ambito del progetto GNU e alimentata dai potenti mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla tecnologia sfocia nel concetto di copyleft. I cui principi cardine sono riassunti nella licenza GPL, che oltre a garantire le libertà fondamentali, imponeva il mantenimento dello stesso regime di licenza nella ridistribuzione (con un toccò di ricorsività tipico degli informatici).

    Insieme alla crescente diffusione del free software sorge la necessità di distribuire anche la relativa documentazione con una licenza libera. Spostandosi dall'ambito informatico, il copyleft viene sviscerato e sviluppato in progetti di libera circolazione delle opere creative e delle informazioni. Il più significativo dei risultati ottenuti è senza dubbio il progetto Creative Commons guidato da Lawrance Lessig.


    Da queste considerazioni nasce l'idea di uno spazio dedicato al free software all'interno delle serate laboratorio della Sottosuono records. Assumendo come denominatore comune l'indipendenza, ottenibile attraverso l'autoproduzione, bypassando gli intermediari e mettendo al centro il meccanismo della cultura dal basso piuttosto che il profitto.

    di Luigi Russi - Sottosuono OpenLab, TPO - Bologna.

  2. #2

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    daje con l'opensource!!! grande ubuntu!!
    autodeterminazione!!
    "io sono drogato come chi beve il caff...anzi chi ne beve tre lo pi di me"




  3. #3
    Super Moderator L'avatar di jaco
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    Esimi...io c'andei piano con l'opensource visto che può essere un'arma a doppio taglio.
    Vi parlo da addetto ai lavori, dato che conosco molto bene tutto il mondo "vendite" licenze, servizi e consulenze su software non gratuito.
    L'open source secondo me è una cosa veramente grande che dimostra come non necessariamente sia necessario legare a business e profitto tutto quello che si fa.
    Per l'utente medio casalingo è veramente impagabile poter scegliere di non sottostare alla mafia dell'ormai ex patron zio Bill, così come è vantaggioso (se si hanno le conoscenze adatte) metetr mano a pcchetti da personalizzare secondo il proprio gusto/necessità.
    Ma questa è solo una goccia nel mare. Se è vero che la base installata amplissima ha fatto la fortuna di Minchiasoft è pur vero che il vero business le grandi software house lo fanno con le applicazioni a livello enterprise (parlo ovviamente di azien de di medio/grandi dimensioni) che, proprio grazie alla diffusione dell'open source:
    1. aumentano costantemente i prezzi di vendita (spesso ingiustificabili da un punto di vista di sviluppo/affinamento del prodotto)
    2. rendono sempre più blindati i propri sistemi per evitare "abusi" e violazioni del copyright...di fatto rendendo impossibile capire la struttura e la logica di certe applicazioni che diventano, quini, meno "clonabili"
    3. proteggono con leggi sempre più severe e restrittive il proprio codice
    4. si fanno pagare a carissimo prezzo le manutenzioni e le assistenze, spesso per giunta rese obbligatorie
    5. si sgravano dei costi di assistenza verso gli utenti piccoli (indirizzandoli verso l'opne source)

    Ovviamente l'aumento dei costi delle imprese a cosa porterà mai? ad un aumento dei prezzi, in cascata, per l'utente finale che dovrà pagare a prezzi sempre crescenti gli stessi servizi.
    Come corollario è anche più difficile riuscire a sfruttare appieno l'open source perchè può accadere di non avere alcun riferimento cui rivolgersi all'insorgere dei problemi.
    Io sono dell'opinione che il presunto risparmio legato all'utilizzo (ripeto parlo sempre in termini di utilizzatori enterprise non di home user) viene sbandierato ai quattro venti proprio per garantirsi un margine sempre crescente...altrimenti non mi spiego come mai non sia ostacolato alla grande (come dovrebbe essere se una grossa software house si sentisse minacciata nelle proprie quote di mercato).
    Saluti
    "Il saggio parla perché ha qualcosa da dire. Lo sciocco perché ha da dire qualcosa."

  4. #4
    Old Sage Member L'avatar di Mkb
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    ciao,

    premetto che me ne intendo poco di OpenSouce...
    penso che l'opensorce sia una grande cosa, un tempo era solo per gli adeti ai lavori o smanettatori per hobbies... oggi comincia ad essere per molti.
    quello che ci vedo di bello è che una piccola-media impresa, ha la possibilità di personalizzarsi un programma non pagando una grossa ditta, ma solo un singolo programmatore di fiducia, ha dei costi minori, e spesso un miglior servizio. Penso che potrebbe andare bene anche nel mondo dei programmi gestionali, programmi che spesso richiedono delle personalizzazioni specifiche e complicate.....
    cmq resta spesso un ottima alternativa.

  5. #5
    Super Moderator L'avatar di jaco
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    Beh, mkb

    Rilevo, ogni volta che vado a presentare prodotti e soluzioni, la domanda "Ma di free e/o open source non c'è nulla?" e la mia risposta (vabbè che devo vendere però cerco di non mortificare troppo la mia correttezza) è invariabilmente:
    "Si, ci sono soluzioni free che sul momento di sicuro ti fanno risparmiare sia in termini di acquisto sia in termini di eventuali sviluppi/personalizzazioni però ci sono due contro:
    1. nel lungo termine potresti arrivare ad un punto in cui non è possibile implementare delle richieste a meno di un notevole esborso da parte di chi ha molta esperienza sul singolo processo/procedura e quindi può sviluppare quella modifica/modulo
    2. sempre nel medio/lungo termine non hai alcuna garanzia di buon funzionamento del prodotto. Mi spiego meglio: implementi una customizzazione spinta e complessa e ti accorgi che il sistema non funziona come vorresti. Il problema potrebbe risiedere sia nel prodotto di base sia nelle customizzazioni da te sviluppate e chi paga il costo del trouble shooting necessario a determinare il problema in vista di una possibile risoluzione? e una volta trovato sei proprio sicuro ce chi lo potrà mettere a posto è in azienda da te o facilmente recuperabile? e anche se fosse facilmente recuperabile sei sicuro che il suo lavoro sia "economico"?
    "
    A questo aggiungi che l'open source è per natura contrario allo standard (ogni sviluppatore ha il suo modus operandi e non troverai mai due listati identici per fare la stessa operazione) e la mancanza di standardizzazione nel mondo produttivo significa: lievitamento dei costi...e giusto per completezza una politica come quella che dici tu porterebbe l'azienda a "sottostare ai ricatti" dello sviluppatore che si troverebbe nella posizione privilegiata di essere unico fornitore possibile epotenziale dell'azienda...con tutto ciò che questo comporta e fermo restando che, fosse per me,sarei il rpimo a comportarmi così perchè sarebbe l'unico modo di passare dal ruolo di schiavio a quello di essere umano da rispettare e da valorizzare/remunerare adeguatamente.
    Verissimo che per le piccole aziende e gli utenti consumer l'open source può dare una grossa mano in termini di taglio costi (anche perchè i pacchetti standard vengono customizzati in modo abbatanza circoscritto da questo tipo di utenza) ma per le medie e grandi aziende ha aspetti abbastanza negativi IMHO.
    Saluti
    "Il saggio parla perché ha qualcosa da dire. Lo sciocco perché ha da dire qualcosa."

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