Tuesday, September 2, 2014

Bio mattone in Canapa e calce

dicembre 28, 2011 by  
Filed under CANAPA 360°, CANAPA INDUSTRIALE

Un biocomposito realizzato in calce e legno di canapa che cattura le emissioni di CO2. E’ il biomattone ideato da Equilibrium, azienda lecchese che dal prossimo 25 marzo presenterà questo innovativo prodotto a “Fa la cosa giusta” (Fieramilanocity, stand AS34 – padiglione 2 – sezione ‘Abitare Sostenibile’ ). Per capire meglio le caratteristiche e i vantaggi di questa innovazione abbiamo intervistato Paolo Ronchetti, fondatore ed amministratore di Equilibrium nonché consulente strategico per The Natural Step Italia, leader internazionale nella pianificazione strategica per la sostenibilità. Posizioni che Ronchetti ha raggiunto dopo una laurea in Economia Aziendale all’Università degli Studi di Bergamo e il conseguimento di un Master in Sviluppo Sostenibile al Dublin Institute of Technology.

Cosa è la “sindrome da edificio malsano”?

La ‘sindrome da edificio malato’ è il nome generico con cui vengono definiti tutti i sintomi derivanti dall’inquinamento dell’aria di un ambiente interno. Tra i disturbi riscontrati si possono annoverare problemi alle vie respiratorie, al cuore, alla pelle, agli occhi, emicranie, alterazioni dell’umore e del controllo della volontà. Sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità che il Ministero dell’Ambiente riconoscono il collegamento tra queste patologie e la cattiva qualità dell’aria all’interno degli edifici.

Tali disturbi sono dovuti alla presenza nell’aria all’interno degli edifici di alte concentrazioni di contaminanti fisici, chimici e biologici quali la formaldeide, sostanza tossica e cancerogena, contenuta nell’arredamento realizzato con truciolato e compensato, oltre che nei collanti utilizzati per il fissaggio della carta da parati, della moquette e nelle schiume impiegate per l’isolamento degli edifici. Altro tipo di sostanze sono i composti organici volatili (COV o VOCs), contenuti nei detersivi e detergenti per la casa, nelle vernici da intonaco, negli insetticidi, nei preservanti del legno e negli antimuffa, i quali si diffondono rapidamente nel sangue, nel fegato, e nei reni provocando intossicazioni una volta accumulati. L’eccessivo tasso di umidità interno è un ulteriore elemento che crea un terreno fertile per la proliferazione di acari, batteri, virus, funghi e muffe, una serie di fattori che riducono la qualità dell’aria e possono essere causa di infezioni e malattie.

E si può curare o, meglio, prevenire questa “malattia degli edifici”?

Sicuramente. La ‘sindrome da edificio malsano’ si previene adottando una serie di accorgimenti sia in fase di progettazione dell’edificio che durante il suo utilizzo. Prima di tutto un edificio deve poter ‘respirare’; questo significa che non deve essere una scatola chiusa ermeticamente. Tale risultato si ottiene impiegando materiali naturali in grado di regolare l’umidità interna (per es: legno e biocomposito di canapa e calce) ed eventualmente abbinando un sistema di circolazione forzata dell’aria. Inoltre si deve prestare particolare attenzione alle finiture e quando si sceglie l’arredamento evitando materiali sintetici, vernici e collanti tossici, e cercando di privilegiare il legno massello ai truciolati. Non vanno dimenticati i prodotti per la pulizia che devono derivare il più possibile da ingredienti naturali e non contenere sostanze chimiche.

Tra i materiali naturali per la costruzione c’è il “vostro” bimoattone. Di cosa si tratta?

Il biomattone viene realizzato con un biocomposito di canapa e calce, materiale ottenuto dalla combinazione della parte legnosa dello stelo di canapa, conosciuta anche come canapulo, e un legante a base di calce idrauilca con l’aggiunta di acqua. La canapa fa da materiale riempitivo leggero, detto anche aggregato, mentre la calce da legante e conservante. Il canapulo è solitamente un sottoprodotto della lavorazione della fibra di canapa ed essendo naturalmente ricco di silice, aiuta l’indurimento della calce. Una volta indurito, il biocomposito si trasforma in un materiale rigido e leggero con ottime caratteristiche di isolamento e durevolezza. Il mix si consolida in poche ore, mentre con il passare del tempo e per via del processo di pietrificazione, acquisisce una consistenza simile alla pietra.

Si dice che possa essere di aiuto nella lotta ai cambiamenti climatici…

Il biomattone permette di contrastare i cambiamenti climatici grazie alla sua capacità di catturare e sequestrare biossido di carbonio (CO2) dall’atmosfera. Infatti il principale elemento è il legno di canapa, pianta in assoluto che produce più biomassa al mondo )raggiungendo fino a quattro metri di altezza in soli quattro mesi) e che, crescendo, assorbe enormi quantità di CO2 dall’atmosfera attraverso la fotosintesi . Quando il biomattone viene utilizzato per la costruzione o la ristrutturazione di un edificio, tutta la CO2 catturata è sequestrata nelle pareti e nei muri. Uno studio del Ministero dell’Agricoltura francese sul ciclo di vita (LCA) di un edificio realizzato in legno e biocomposito di canapa e calce dimostra che se si sommano tutte le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione, dal trasporto, dall’utilizzo e dallo smaltimento dei materiali da costruzione, il risultato finale è sempre negativo. E’ quindi maggiore la quantità di CO2 sequestrata dalla canapa che compone il biocomposito rispetto alla somma di tutte le altre emissioni.

Può farci un confronto con i mattoni “normali”?

Il biomattone non è facilmente confrontabile con i tradizionali mattoni in laterizio poiché, grazie alle sue proprietà di isolamento termo-acustico – igroscopicità (capacità di regolazione dell’umidità interna) ed inerzia termica (capacità di accumulare calore e di rilasciarlo quando serve) – sostituisce oltre al tradizionale mattone anche eventuali materiali isolanti termici ed acustici garantendo performance igro-termiche decisamente migliori. Quindi, sebbene il costo sia superiore al normale mattone in terracotta, il biomattone vince in confronto quando confrontato con la somma dei materiali che è in grado di sostituire.

La durata del biomattone, se posato con le dovute precauzioni e tenuto al riparo dagli agenti atmosferici, è praticamente illimitata nel tempo. E’, poi, importante sottolineare che il biomattone al termine della sua vita utile, ad esempio quando l’edificio viene demolito, può essere facilmente riutilizzato nella sua forma originale, può essere frantumato e reimpastato nuovamente aggiungendo acqua e calce, oppure può essere smaltito in natura senza recare alcun danno all’ambiente: il canapulo si biodegrada e la calce aumenta il ph del terreno.

fonte: http://www.chanvre-info.ch

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